APPELLO PER L'IMMEDIATA LIBERAZIONE DI ZENO Fin dai primi anni Novanta i cittadini della Val di Susa si sono battuti contro il saccheggio e la devastazione del loro territorio e in difesa dei beni comuni e della democrazia partecipata minacciata dal progetto devastante della TAV. Lotta che negli anni si è allargata al resto d'Italia, dato che la TAV non è solo un problema della Val di Susa. 7 mesi fa migliaia di persone manifestarono a più riprese per impedire l'apertura dei cantieri devastanti che andranno a sconvolgere quel territorio. In quell'occasione la polizia attaccò i manifestanti lanciando lacrimogeni ad altezza d'uomo e caricano violentemente, costringendo molte persone a difendersi. Misure cautelari preventive e ingiustificabili abbattutesi su attivisti, giovani e studenti che da tutta Italia in quei giorni erano presenti in Val di Susa. Tra loro è stato sottoposto ad arresto cautelare nel carcere di Padova anche Zeno Rocca, con imputazioni ancora tutte da dimostrare. Pensiamo che Zeno non sia la persona descritta con pregiudizio sul giornale locale in questi giorni ma che sia la persona che conosciamo da anni, generoso e coerente nell'impegno sociale e nelle lotte per un mondo migliore. Per questo vi invitiamo a firmare l'appello (e-mail: perzeno@hotmail.it o su questa pagina fb http://www.facebook.com/amicheeamicidizeno) per una sua immediata scarcerazione. In questi giorni, con il pretesto di stabilire la legalità e punire pericolosi criminali, sono state ordinate 26 carcerazioni di attivisti ed attiviste del movimento no-tav. Tali provvedimenti ci sembrano evidenziare delle dinamiche paradossali. Le misure cautelari prese nei confronti delle persone fermate sono discrezionali ed eccessive. Nonostate i reati contestati prevedano l'accesso a misure alternative al carcere, da giovedì 26 cittadini e cittadine sono rinchiuse in una cella e Zeno, giovane attivista veronese, si trova in isolamento. L'ordinanza emessa sembra inoltre non considerare il contesto in cui i reati sarebbero avvenuti. Una manifestazione contrastata da una fortissima repressione, in cui la polizia si è resa protagonista di una violenza purtroppo non nuova alle cronache. L'uso sproporzionato di lacrimogeni CS, sparati anche ad altezza uomo e i conseguenti feriti gravi tra i manifestanti, le testimonianze di torture e di episodi di vandalismo nei confronti delle tende al presidio del movimento, rendono un'immagine molto diversa da quella che i media hanno dipinto in questi giorni. Un'immagine meramente funzionale alla criminalizzazione dell'intero movimento ed ai poteri che vorrebbero bloccare possibili altre iniziative contro la linea ferroviaria Torino-Lione. Le contestazioni contro la linea ad alta velocità rischiano di mettere in crisi il progetto che viene venduto come progresso. Ciò che invece appare chiaro è l'insostenibilità di un linea ferroviaria che, oltre ad avere dei costi notevoli, distrugge il territorio e mette in pericolo la salute. Dietro le carcerazioni c'è per noi la pretesa di bloccare un movimento più che giudicare un reato. Persino sul nostro giornale cittadino "L'Arena", la faziosità di una giornalista come Alessandra Vaccari, restituisce un'immagine volutamente distorta degli eventi, in cui Zeno diventa un criminale, dal passato burrascoso e violento. Non è lo Zeno che conosciamo e non è l'immagine che vogliamo far passare di un nostro amico e di un movimento che da anni combatte la retorica dei mass media. Considerati gli interessi che ci sono dietro l'alta velocità è purtroppo naturale che diversi poteri si siano coalizzati per screditare in qualsiasi modo un movimento radicato e ben consapevole delle sue ragioni. Dalle distorsioni mediatiche, alle accuse di essere contro il progresso e gli interessi della Nazione fino all'uso strategico della carcerizzazione. Quello che forse questi poteri ancora non hanno capito è che perderanno. Zeno Libero! La Val Susa paura non ne ha. |
Per inviare telegrammi il telegramma si può fare o chiamando il 186. PETIZIONE http://www.petitiononline.com/ |