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3 e 4 Aprile 2005 Elezioni Regionali

Gianni Zardini
candidato per il Consiglio Regionale
nella lista di Rifondazione Comunista




Solo contrastando ogni attacco alle libertà individuali, possiamo garantire i Diritti Umani inalienabili ed indivisibili e porre la loro centralità fuori e dentro le istituzioni, consapevoli che quando un diritto viene isolato e calpestato
altri seguiranno la stessa sorte.


Il tema della cittadinanza è stato in questi anni al centro delle attività politiche del Pink, e di conseguenza delle mie, dato che come attivista gay e come presidente del circolo ho creduto in un percorso politico che mette al centro proprio il diritto di cittadinanza delle persone, indipendentemente dalla loro identità e differenza.
Un percorso cominciato più di 10 anni fa con la manifestazione “Alziamo la testa”, dove insieme ad altri gay e lesbiche abbiamo messo la nostra visibilità in piazza, proprio per difendere e affermare la nostra diversità nei confronti di una amministrazione comunale fascista che sanciva che le persone omosessuali non hanno diritto di cittadinanza
in una società civile.

Da quella manifestazione è nato tutto il lavoro che in questi anni abbiamo fatto sul diritto di cittadinanza. Un lavoro fatto insieme ad altri gruppi e persone che hanno creduto nella condivisione politica, dove la diversità era trasversale.
Persone che hanno concretizzato l'antifascismo e l'antirazzismo attraverso pratiche molto spesso criticate perché troppo decise, ma che semplicemente chiamavano con il loro nome cose, persone e fatti, che altri facevano molta fatica a nominare.
Essere omosessuali, migranti, Rom, prostitute, uomini, donne, lavoratori, precari; aveva poca differenza, tutti noi non godevamo di un diritto di cittadinanza.
Certo agli occhi di tanti poteva sembrare una follia. Cosa accomuna un gay a un migrante?, proprio l'affermazione di un diritto che manca.

Ma in questa pratica politica rientra anche la lotta alla guerra, la denuncia delle lobby che rivendicano diritti solo per le persone in grado di comprarseli, la difesa del lavoro contro la precarietà. La valorizzazione dell'autodeterminazione delle donne; tutto questo e molto altro è diritto di cittadinanza, tutte queste cose hanno accomunato
fra loro tante persone a Verona.

Verona in questi anni è stata al centro di tante brutte vicende dove le persone diverse erano rifiutate sia che fossero gay, lesbiche, trans, migranti, rom, prostitute, donne, uomini. I fatti accaduti hanno però fatto si che molte delle persone e dei gruppi antifascisti e antirazzisti veronesi si unissero contro le troppe cose accadute, ultimo in ordine di tempo lo sgombero del campo Rom della Rizza, sgombero avvenuto sotto
una amministrazione di centrosinistra.

Il 26 febbraio 2005 si è svolta la terza manifestazione nazionale gay, lesbica e trans a Verona. Una manifestazione che chiedeva proprio, ma non solo, per le persone omosessuali e transessuali pari diritti di cittadinanza. Un titolo di manifestazione che si voleva riallacciare ai movimenti, ai Genova, ai Social Forum.
Ho preso a prestito il titolo e il logo di questa manifestazione 'OGNI CITTADINANZA E’ POSSIBILE' perché credo in quel percorso di pratica politica, dove molte persone si sono unite per una manifestazione che vedeva la rivendicazione della cittadinanza al centro dei bisogni dei gay, delle lesbiche dei/delle trans, dei migranti, dei rom,
delle donne, dei precari.

Questo è il senso della mia candidatura a queste elezioni regionali 2005
nelle liste di Rifondazione Comunista.


Gianni Zardini
Attivista del movimento gay, lesbico e trans candidato al consiglio regionale del Veneto

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Verona 24 marzo 2005

Gianni Zardini
candidato per il consiglio regionale del Veneto
nella lista di Rifondazione Comunista Verona.

Cosa ne pensa Massimo Carraro delle mozioni antigay/antilesbiche approvate nel 1995 dalla giunta Sironi e ancora in vigora in quella Zanotto?

Alla vigilia delle Elezioni Regionali 2005 faccio questa riflessione e una richiesta, che estendo al candidato Presidente del Centro Sinistra Massimo Carraro, cosa ne pensa delle mozioni antigay/antilesbiche approvate nel 1995 dalla giunta Sironi e ancora
in vigore sotto la giunta Zanotto?
Michela Sironi, ex sindaco di Verona, è ora nel listino di Massimo Carraro Presidente ed è stata la vera fautrice, a mio parere, della vittoria di Paolo Zanotto
alle ultime elezioni Comunali di Verona.
Le mozioni approvate nel 1995 sono ancora li, l’attuale Consiglio Comunale veronese non ne vuole riparlare, una contromozionemozione preparata da Fasoli (Rifondazione Comunista), Bertani (Verdi) e altri è parcheggiata in Comune ma chissà
quando verrà messa in discussione.
Massimo Carraro ha inserito nel suo programma politico la difesa dei diritti di cittadinnaza per quanto riguarda l’orientamento sessuale e identità di genere.
Ora il passo potrebbe essere breve per far si che quelle mozioni possano essere tolte di mezzo, credo che sarrebbe un bel gesto e una promessa anticipata da parte di Carraro se si esprimesse su queste mozioni e invitasse Paolo Zanotto e la sua maggioranza a ridiscuterne senza se e senza ma.
Esiste sicuramente un legame tra il suo programma e quello che Zanotto dovrebbe fare, inoltre come candidato gay nelle liste di Rifondazione Comunista, ma non solo per me, potrebbe essere un motovo in più per chiedere ai gay, alle lesbiche e ai/alle trans di Verona e del Veneto a votare Massimo Carraro come candidato presidente alle imminenti elezioni regionali del 3 e 4 aprile 2005.
Sicuramente non facile esporsi ma si deve avere coraggio nei fatti per affermare che non esistono cittadini e cittadine di seria A e di serie B.

Gianni Zaridini
Candidato al Consiglio Regionale del Veneto
nelle liste di Rifondazione Comunista


Massimo Carraro Risponde - 25 marzo 2005
Caro Gianni Zardini,
ho già preso pubblicamente l'impegno a puntare all'eliminazione di tutte le
discriminazioni, inserendo nel futuro Statuto della Regione Veneto il
principio di non discriminazione previsto dalla Carta dei diritti
fondamentali dell'Unione Europea. La questione delle mozioni di Verona rimane
di stretta pertinenza del consiglio comunale della città.
Sono comunque costantemente informato dell'iniziativa portata avanti dal
consigliere Mauro Peroni e dagli altri consiglieri di Sinistra Europea per
inserire lo stesso principio di non discriminazione nello Statuto del Comune
di Verona. Un atto forte e simbolico, con un valore maggiore rispetto ad una
mozione, che avrebbe l'effetto di garantire nei fatti che non esistono
cittadini di serie A e di serie B.
Massimo Carraro
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dal programma di Massimo Carraro, candidato del Centro Sinistra
a Presidente della Regione del Veneto

Parità di diritti per tutti i cittadini


Nel Veneto che cambia, è importante che la Regione rimanga al passo con i tempi. E riconosca dignità e parità di diritti anche agli omosessuali. Una volta al governo del Veneto, stenderemo una legge contro le discriminazioni dovute a orientamento sessuale e identità di genere. Una norma con l'obiettivo di tutelare una categoria di cittadini che ancora oggi è soggetta al rischio di venire esclusa dalla società. E lavoreremo perché tutti i cittadini della nostra regione siano uguali tra loro. Perché non ce ne siano di serie A e di serie B. L'altro impegno, prendendo l'esempio da altre Regioni d'Italia, è di assicurare un riconoscimento alla convivenza al di fuori del matrimonio nello statuto regionale. Lasciando poi alla legislazione nazionale il compito di regolamentarla. Fermo restando il principio costituzionale del prioritario riconoscimento della famiglia fondata sul matrimonio come cellula fondamentale della nostra società. E senza dimenticare un forte sostegno alle giovani coppie che vogliono cominciare una loro vita.
Nello statuto comparirà anche il principio di non discriminazione. Un provvedimento doveroso, nel rispetto di quanto prevede la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea che anche l'Italia ha sottoscritto proprio nel periodo in cui io ero
parlamentare europeo.

www.carraropresidente.it



Gianni Zardini
42 anni - grafico pubblicitario
attivista del movimento gay, lesbico e trans - Presidente del Circolo Pink di Verona

è candidata dal Partito
Della Rifondazione Comunista


Per i diritti e la cittadinanza dei gay, delle lesbiche, dei/delle transessuali, dei migranti, dei Rom, delle donne,
dei lavoratori, dei precari.

Per la valorizzazione delle differenti identità e culture che sul territorio
sviluppano la propria affettività, progettualità personale e
partecipazione democratica.


banchetti informativi:

Venerdi 25 marzo 2005
Coin Via Cappello
dalle 15.00 alle 19.00

Sabato 2 aprile 2005
Biblioteca Civica Via Cappello
dalle 15.00 alle 19.00

volantino


VENERDI ore 11 PALAZZO BARBIERI - SALA STAMPA

Oggetto: invito alla conferenza stampa sulla posizione del Circolo Pink di Verona in merito alle prossime Elezioni Regionali 2005 Carraro introduce a chiare lettere nel programma elettorale azioni positive contro la discriminazione delle persone gay, lesbiche, transessuali e transgender.

Sarà l'occasione per esprimere la nostra posizione in merito alle prossime elezioni regionali, una riflessione e una presa di posizione su cosa significhi essere nominati nel programma elettorale del candidato della coalizione
del centrosinistra Massimo Carraro.

Viene prima la coalizione o il programma politico?

Primo risultato politico della manifestazione del 26 febbraio 2005, Massimo Carraro, candidato a Presidente della Regione Veneto accoglie le richieste del Circolo pink di Verona e inserisce nel suo programma politico l’impegno a non discriminare le persone con diverso orientamento sessuale e identità di genere.

Lettera del Circolo Pink a Carraro
Inserimento nel suo programma
orientamento sessuale e identità di genere










 


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