
Solo contrastando ogni attacco
alle libertà individuali, possiamo garantire i Diritti Umani inalienabili
ed indivisibili e porre la loro centralità fuori e dentro le istituzioni,
consapevoli che quando un diritto viene isolato e calpestato
altri seguiranno la stessa sorte.
Il tema della cittadinanza è stato
in questi anni al centro delle attività politiche del Pink, e di
conseguenza delle mie, dato che come attivista gay e come presidente del
circolo ho creduto in un percorso politico che mette al centro proprio
il diritto di cittadinanza delle persone, indipendentemente dalla loro
identità e differenza.
Un percorso cominciato più di 10 anni fa con la manifestazione
“Alziamo la testa”, dove insieme ad altri gay e lesbiche abbiamo
messo la nostra visibilità in piazza, proprio per difendere e affermare
la nostra diversità nei confronti di una amministrazione comunale
fascista che sanciva che le persone omosessuali non hanno diritto di cittadinanza
in una società civile.
Da quella manifestazione è nato tutto il lavoro che in questi anni
abbiamo fatto sul diritto di cittadinanza. Un lavoro fatto insieme ad
altri gruppi e persone che hanno creduto nella condivisione politica,
dove la diversità era trasversale.
Persone che hanno concretizzato l'antifascismo e l'antirazzismo attraverso
pratiche molto spesso criticate perché troppo decise, ma che semplicemente
chiamavano con il loro nome cose, persone e fatti, che altri facevano
molta fatica a nominare.
Essere omosessuali, migranti, Rom, prostitute, uomini, donne, lavoratori,
precari; aveva poca differenza, tutti noi non godevamo di un diritto di
cittadinanza.
Certo agli occhi di tanti poteva sembrare una follia. Cosa accomuna un
gay a un migrante?, proprio l'affermazione di un diritto che manca.
Ma in questa pratica politica rientra anche la lotta alla guerra, la denuncia
delle lobby che rivendicano diritti solo per le persone in grado di comprarseli,
la difesa del lavoro contro la precarietà. La valorizzazione dell'autodeterminazione
delle donne; tutto questo e molto altro è diritto di cittadinanza,
tutte queste cose hanno accomunato
fra loro tante persone a Verona.
Verona in questi anni è stata al centro di tante brutte vicende
dove le persone diverse erano rifiutate sia che fossero gay, lesbiche,
trans, migranti, rom, prostitute, donne, uomini. I fatti accaduti hanno
però fatto si che molte delle persone e dei gruppi antifascisti
e antirazzisti veronesi si unissero contro le troppe cose accadute, ultimo
in ordine di tempo lo sgombero del campo Rom della Rizza, sgombero avvenuto
sotto
una amministrazione di centrosinistra.
Il 26 febbraio 2005 si è svolta la terza manifestazione nazionale
gay, lesbica e trans a Verona. Una manifestazione che chiedeva proprio,
ma non solo, per le persone omosessuali e transessuali pari diritti di
cittadinanza. Un titolo di manifestazione che si voleva riallacciare ai
movimenti, ai Genova, ai Social Forum.
Ho preso a prestito il titolo e il logo di questa manifestazione 'OGNI
CITTADINANZA E’ POSSIBILE' perché credo in quel percorso
di pratica politica, dove molte persone si sono unite per una manifestazione
che vedeva la rivendicazione della cittadinanza al centro dei bisogni
dei gay, delle lesbiche dei/delle trans, dei migranti, dei rom,
delle donne, dei precari.
Questo è il senso della mia candidatura a queste elezioni
regionali 2005
nelle liste di Rifondazione Comunista.
Gianni Zardini
Attivista del movimento gay, lesbico e trans candidato al consiglio regionale
del Veneto
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Verona 24 marzo 2005
Gianni Zardini
candidato per il consiglio regionale del Veneto
nella lista di Rifondazione Comunista Verona.
Cosa ne pensa Massimo Carraro delle mozioni
antigay/antilesbiche approvate nel 1995 dalla giunta Sironi e ancora in
vigora in quella Zanotto?
Alla vigilia delle Elezioni Regionali 2005 faccio questa riflessione e
una richiesta, che estendo al candidato Presidente del Centro Sinistra
Massimo Carraro, cosa ne pensa delle mozioni antigay/antilesbiche approvate
nel 1995 dalla giunta Sironi e ancora
in vigore sotto la giunta Zanotto?
Michela Sironi, ex sindaco di Verona, è ora nel listino di Massimo
Carraro Presidente ed è stata la vera fautrice, a mio parere, della
vittoria di Paolo Zanotto
alle ultime elezioni Comunali di Verona.
Le mozioni approvate nel 1995 sono ancora li, l’attuale Consiglio
Comunale veronese non ne vuole riparlare, una contromozionemozione preparata
da Fasoli (Rifondazione Comunista), Bertani (Verdi) e altri è parcheggiata
in Comune ma chissà
quando verrà messa in discussione.
Massimo Carraro ha inserito nel suo programma politico la difesa dei diritti
di cittadinnaza per quanto riguarda l’orientamento sessuale e identità
di genere.
Ora il passo potrebbe essere breve per far si che quelle mozioni possano
essere tolte di mezzo, credo che sarrebbe un bel gesto e una promessa
anticipata da parte di Carraro se si esprimesse su queste mozioni e invitasse
Paolo Zanotto e la sua maggioranza a ridiscuterne senza se e senza ma.
Esiste sicuramente un legame tra il suo programma e quello che Zanotto
dovrebbe fare, inoltre come candidato gay nelle liste di Rifondazione
Comunista, ma non solo per me, potrebbe essere un motovo in più
per chiedere ai gay, alle lesbiche e ai/alle trans di Verona e del Veneto
a votare Massimo Carraro come candidato presidente alle imminenti elezioni
regionali del 3 e 4 aprile 2005.
Sicuramente non facile esporsi ma si deve avere coraggio nei fatti per
affermare che non esistono cittadini e cittadine di seria A e di serie
B.
Gianni Zaridini
Candidato al Consiglio Regionale del Veneto
nelle liste di Rifondazione Comunista
Massimo Carraro Risponde - 25 marzo 2005
Caro Gianni Zardini,
ho già preso pubblicamente l'impegno a puntare all'eliminazione
di tutte le
discriminazioni, inserendo nel futuro Statuto della Regione Veneto il
principio di non discriminazione previsto dalla Carta dei diritti
fondamentali dell'Unione Europea. La questione delle mozioni di Verona
rimane
di stretta pertinenza del consiglio comunale della città.
Sono comunque costantemente informato dell'iniziativa portata avanti dal
consigliere Mauro Peroni e dagli altri consiglieri di Sinistra Europea
per
inserire lo stesso principio di non discriminazione nello Statuto del
Comune
di Verona. Un atto forte e simbolico, con un valore maggiore rispetto
ad una
mozione, che avrebbe l'effetto di garantire nei fatti che non esistono
cittadini di serie A e di serie B.
Massimo Carraro
_________________________
dal programma di Massimo
Carraro, candidato del Centro Sinistra
a Presidente della Regione del Veneto
Parità di diritti per tutti i cittadini
Nel Veneto che cambia, è importante che la Regione rimanga al passo
con i tempi. E riconosca dignità e parità di diritti anche
agli omosessuali. Una volta al governo del Veneto, stenderemo una legge
contro le discriminazioni dovute a orientamento sessuale e identità
di genere. Una norma con l'obiettivo di tutelare una categoria di cittadini
che ancora oggi è soggetta al rischio di venire esclusa dalla società.
E lavoreremo perché tutti i cittadini della nostra regione siano
uguali tra loro. Perché non ce ne siano di serie A e di serie B.
L'altro impegno, prendendo l'esempio da altre Regioni d'Italia, è
di assicurare un riconoscimento alla convivenza al di fuori del matrimonio
nello statuto regionale. Lasciando poi alla legislazione nazionale il
compito di regolamentarla. Fermo restando il principio costituzionale
del prioritario riconoscimento della famiglia fondata sul matrimonio come
cellula fondamentale della nostra società. E senza dimenticare
un forte sostegno alle giovani coppie che vogliono cominciare una loro
vita.
Nello statuto comparirà anche il principio di non discriminazione.
Un provvedimento doveroso, nel rispetto di quanto prevede la Carta dei
diritti fondamentali dell'Unione europea che anche l'Italia ha sottoscritto
proprio nel periodo in cui io ero
parlamentare europeo.
www.carraropresidente.it
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Gianni Zardini
42 anni - grafico pubblicitario
attivista del movimento gay, lesbico e trans - Presidente
del Circolo Pink di Verona
è candidata dal Partito
Della Rifondazione Comunista
Per
i diritti e la cittadinanza dei gay, delle lesbiche, dei/delle transessuali,
dei migranti, dei Rom, delle donne,
dei lavoratori, dei precari.
Per la valorizzazione delle differenti identità e culture che sul
territorio
sviluppano la propria affettività, progettualità personale
e
partecipazione democratica.
banchetti
informativi:
Venerdi 25 marzo 2005
Coin Via Cappello
dalle
15.00 alle 19.00
Sabato 2 aprile 2005
Biblioteca Civica Via Cappello
dalle 15.00 alle 19.00
volantino
VENERDI
ore 11 PALAZZO BARBIERI - SALA STAMPA
Oggetto: invito alla conferenza stampa sulla posizione del Circolo Pink
di Verona in merito alle prossime Elezioni Regionali 2005 Carraro introduce
a chiare lettere nel programma elettorale azioni positive contro la discriminazione
delle persone gay, lesbiche, transessuali e transgender.
Sarà l'occasione per esprimere la nostra posizione in merito alle
prossime elezioni regionali, una riflessione e una presa di posizione
su cosa significhi essere nominati nel programma elettorale del candidato
della coalizione
del centrosinistra Massimo Carraro.
Viene prima la coalizione o il programma politico?
Primo
risultato politico della manifestazione del 26 febbraio 2005, Massimo
Carraro, candidato a Presidente della Regione Veneto accoglie le richieste
del Circolo pink di Verona e inserisce nel suo programma politico l’impegno
a non discriminare le persone con diverso orientamento sessuale e identità
di genere.
Lettera del Circolo Pink a Carraro
Inserimento nel suo programma
orientamento sessuale e identità di genere
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