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manifestazioni
   
         

PADOVA PRIDE 2002
PADOVA 8 GIUGNO 2002
info:www.padovapride.it

PRIDE MILANO 2002
MILANO 22 GIUGNO 2002
info: www.arcigaymilano.org

CATANIA PRIDE 2002
CATANIA 28 GIUGNO 2002
info: www.openmind.too.it

INTERNATION PRIDE
ROMA 29 GIUGNO 2002
info: www.mariomieli.org

ZAGABRIA: 29 giugno
PRIMO PRIDE GLBT IN CROAZIA
organizzato da Iskorak - Gruppo per la promozione e la protezione degli orientamenti sessuali differenti Kontra -
il gruppo lesbico di Zagabria
info:http://pride.gay.hr/en-index.html

LJUBLJANA:
6 LUGLIO PRIDE PARADE 2002
Manifestazione nazionale dell'orgoglio GLBT intitolata "Stato, lo sai, il tuo debito?" ed ha l'intenzione di accentuare
i maggiori problemi delle persone omosessuali in Slovenia.
info:www.ljudmila.org

GENOVA: DAL 1 AL 11 LUGLIO 2002
Giornate dell'orgoglio GLBT a Genova

COLONIA: 7 LUGLIO
Quest'anno l'Europride 2002 si svolgerà in Germania a Colonia ed ha come tema la celebrazione delle diversità.
info:www.europride.de

MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER L'ORGOGLIO OMOSESSUALE PADOVA 8 GIUGNO 2002

MANIFESTO POLITICO PADOVA PRIDE 2002 www.padovapride.it
Antifascismo La Repubblica italiana nasce dalla resistenza e dall'antifascismo. Essi rappresentano, oggi più che mai, due valori fondamentali e irrinunciabili nella nostra societ. Laicità Lo Stato italiano conferisce un ruolo privilegiato alla confessione cattolica a discapito delle altre religioni, consacrando in tal modo una discriminazione intollerabile in uno Stato non confessionale e vedendo cos limitata la propria sovranità. Il solo atteggiamento consono ad uno Stato laico rispetto alle religioni è la più completa indifferenza, secondo i principi di un rigoroso separatismo che garantisca il pieno rispetto delle differenze. Necessità di una normativa antidiscriminatoria La rivendicazione primaria dei gay, delle lesbiche e dei transessuali concerne l'inserimento dell'orientamento sessuale e della transizione dell'identità di genere in tutte le normative antidiscriminatorie: a cominciare, naturalmente, dallo Statuto dei lavoratori e dalla legge Mancino. Più ancora, l'approvazione di un'apposita legge che - in armonia con l'art. 3 della Costituzione e con l'art. 13 del Trattato di Amsterdam - persegua le suddette discriminazioni ovunque avvengano: in famiglia, a scuola, nelle forze armate, ... Si richiede inoltre che venga riconosciuto alle associazioni omosessuali lo statuto di enti esponenziali di interessi diffusi, al fine di consentire, nei casi in cui sia opportuna, la loro costituzione di parte civile nei processi. A scopo preventivo, si chiede che vengano sostenute in sede amministrativa e finanziate campagne d'informazione e di formazione (scuola e lavoro come ambienti preferenziali) contro l'omofobia in particolare, e di educazione alle differenze in generale. Tutela dei diritti della coppia Chiediamo che l'ordinamento italiano riconosca - in adesione alle ripetute risoluzioni del Parlamento europeo e per realizzare una più compiuta laicità delle regole della convivenza civile - la piena tutela giuridica alle coppie di fatto etero od omosessuali, recependo e potenziando indicazioni già provenienti dalla giurisprudenza più avvertita, e alle unioni di solidarietà (PACS). Diritti delle persone transessuali e transgender Chiediamo che alle persone in transizione nel genere sia consentito di modificare il proprio nominativo anche prima e in attesa dell'intervento chirurgico di riattribuzione del sesso. Questa soluzione permetterebbe di tutelare la privacy del soggetto e di eliminare molti equivoci e discriminazioni che si vengono a creare a causa del nome. Diritto all'asilo politico Chiediamo che venga recepita in Italia (dopo trentacinque anni!) la Direttiva dell'Alto Commissariato ONU che riconosce lo status di rifugiato politico alle persone gay e lesbiche dei paesi ove l'omosessualità viene perseguita come reato. Chiediamo altresì che tale status venga esteso alle persone transessuali, purtroppo non menzionate dagli atti internazionali in materia. Autodeterminazione delle donne Chiediamo che l'accesso alle tecnologie riproduttive sia assicurato non solo alle coppie stabili (sia pure di fatto) e sterili, ma alla singola donna che decida di procreare. Il diritto di procreare non pu e non deve essere monopolio della coppia, ma una libert individuale, come tale garantita dallo Stato. L'autodeterminazione della donna va tutelata anche attraverso una rigorosa difesa e una piena attuazione della legge sull'interruzione di gravidanza. Diritti costituzionali e cittadinanza La piena tutela della cittadinanza esige - secondo comma dell'art. 3 della Costituzione - che vengano garantite le pre-condizioni della democrazia. Il diritto alla tutela della salute, all'assistenza, alla previdenza, all'istruzione, all'informazione sono tutti diritti sociali senza i quali vengono a mancare i presupposti stessi dell'esercizio dei diritti civili e politici, della partecipazione democratica. Lo Stato non deve abdicare a tale sua funzione, ma anzi deve, se vuole che la democrazia sia compiuta, adempierla pienamente. Democrazia significa inclusione e partecipazione: inammissibile che uomini e donne stranieri, i quali in Italia risiedono e lavorano adempiendo ai doveri comuni, siano privi del diritto politico per eccellenza (voto) a causa di un pregiudizio culturale. Prevenzione AIDS Esigiamo dall'amministrazione pubblica un potenziamento delle campagne d'informazione e profilassi contro l'AIDS, anche a livello scolastico. Imposizione di un prezzo politico per il preservativo, a tutt'oggi il solo efficace strumento di prevenzione dal virus HIV e dalle altre malattie sessualmente trasmissibili (MTS).

Comunicati e lettere Padova Pride

MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER L'ORGOGLIO OMOSESSUALE MILANO 22 GIUGNO 2002

MANIFESTO POLITICO MILANO 2002 www.arcigaymilano.org
Esistere: avere realtà effettiva, esserci, vivere. Esistiamo, questo è sicuro. Non abbiamo bisogno di certificazioni, documenti o assenso. Esistiamo con le nostre identità e le nostre storie. Questo giorno serve per ribadire che c'è un dato di fatto da non dimenticare: la nostra esistenza effettiva. Resistere: non lasciarsi smuovere o abbattere, tollerare, non perdere valore. Resistiamo. Perchè la nostra esistenza, che è un dato di fatto, non sembra bastare:c'è ancora chi vorrebbe rinchiuderci in qualche ghetto o trasformarci in qualcosa che sia accettabile per tutti. Questo giorno serve per dire che abbiamo intenzione di resistere. Almeno fino a quando anche l'Italia non sarà costretta a scrivere leggi antidiscriminatorie: la scadenza vicina, l'Europa chiede che siano scritte entro il 2003. E scriverle significa affermare anche che l'Europa non è più solo euro e che da quelle leggi si parte per fare l'Europa delle persone, tutte uguali. Quell'euro in tasca per noi non è solo un soldo: è una speranza concreta che ci aiuta oggi a resistere di fronte alle piccole e grandi discriminazioni di tutti i giorni. Non è più tempo di mimose: cos recitava uno slogan dell'8 marzo, ultima tappa di una "festa della donna" sempre più di forma e sempre meno di sostanza. Chissà se tra qualche anno in questi giorni di giugno ci sarà una festa di omosessuali e transessuali, con qualche fiore regalato e un altro anno di indifferenza. Non sappiamo se augurarci questa strada, che almeno avrà significato un riconoscimento formale dei nostri diritti, che sono diritti fondamentali della persona. I riconoscimenti formali, per, sono poca cosa se poi non sono alimentati dalla sostanza, tanto è vero che la nostra è ancora oggi una società maschilista, bianca ed eterosessuale, imprigionata nelle paludi del moralismo cattolico. Come se non bastasse, dopo la simpatia solo di maniera dei governi di centrosinistra, adesso arriva l'aperta ostilità del governo di centrodestra; che non fa nulla per sostenere i diritti degli omosessuali e dei transessuali e attacca i diritti di altre persone, come testimoniano la tremenda legge sull'immigrazione, la legge delega che prevede modifiche all'articolo 18 dello statuto dei lavoratori, e le proposte di legge sulla fecondazione assistita che non solo discriminano single e lesbiche, ma attraverso il riconoscimento di statuto di persona all'embrione, sono anche un modo per aggirare la legge 194 sull'aborto e togliere alle donne il diritto all'autodeterminazione. Oggi da Milano, dalla città dove la vita per omosessuali e transessuali è apparentemente pi facile, vogliamo dire che non ci basta pi il diritto a entrare in un locale per gay, lesbiche o transessuali; non ci interessa essere - pi o meno bene - tollerate/i. E siamo anche stanche/i di spiegare perchè questi diritti ci spettano. Siamo qui per dire e per gridare che nel 2002 siamo ancora discriminate/i, come lo sono le/i migranti, come lo sono le donne, come lo sono coloro che tentano di costruire un mondo di relazioni interpersonali diverso dal modello della famiglia patriarcale. Oggi da Milano chiediamo, ancora una volta, che: "Nelle norme antidiscriminatorie esistenti (comprese quelle previste dallo statuto dei lavoratori e dall'articolo 3 della Costituzione), siano aggiunti l'orientamento sessuale e l'identità di genere; "Che il sesso dell'individuo sia considerato un dato personale, che non deve più apparire su nessun documento o atto, pubblico o privato che sia; "Ci sia da subito piena tutela giuridica (attraverso una legge sulle unioni civili) per le coppie di fatto omosessuali (ed eterosessuali, naturalmente); "Alle persone che vivono una transizione di genere sia permesso di modificare il proprio nome anche nella fase che precede l'intervento chirurgico e comunque indipendentemente da esso; " Lo Stato italiano riconosca lo status di rifugiata/o politica/o alle donne, agli uomini e ai transessuali che provengano da nazioni dove essere lesbiche, gay, transessuali significhi essere perseguitate/i e discriminate/i; "Sia riconosciuto il diritto di una donna di procreare anche al di fuori di un'unione (civile o di fatto) e quindi sia garantito alle donne (anche single) il diritto di accedere all'inseminazione artificiale; " Sia tutelata e sostenuta la volontà di donne e di uomini di allevare bambine/i anche al di fuori delle unioni eterosessuali e quindi sia esteso a tutte/i (anche single) il diritto di chiedere l'adozione di un minore; "Sia dato a tutti il diritto di vivere in uno stato laico, che non simpatizzi per nessuna confessione religiosa e che non condizioni le proprie leggi e le proprie scelte alle esigenze di una qualsiasi chiesa E speriamo di avere al nostro fianco non solo tutte le altre persone che hanno vissuto o vivono discriminazioni di ogni genere, ma anche chi contro queste discriminazioni si battuta/o. E' tempo che tutte/i si rendano conto che quando si parla di diritti fondamentali non esiste una classifica, non esistono richieste più o meno ricevibili. E che se oggi sono negati a noi, domani potrebbero essere negati ad altre/i, perchè - come si è visto - anche i diritti dati per acquisiti possono sempre essere messi in discussione. Un altro mondo è possibile o in costruzione, dice uno slogan famoso: noi quel mondo possibile lo stiamo costruendo da un pezzo, semplicemente con la nostra vita di tutti i giorni. Sarebbe bello se a partire da oggi sempre pi gente venisse a darci una mano o anche solo avesse la curiosità di vedere come fatto davvero.
Coordinamento Arcobaleno Milano, 4 aprile 2002

MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER L'ORGOGLIO OMOSESSUALE CATANIA 28 GIUGNO 2002

MANIFESTO POLITICO
Questo é un pride resistente!!!
www.openmind.too.it
Per il terzo anno il Centro di iniziativa GLBT Open Mind invita tutte/i a scendere in piazza a Catania, per ribadire i motivi di un percorso di rivendicazione e crescita che non si interrompe mai e che si caratterizza, di anno in anno, per l'esigenza di una sempre maggiore attenzione ai diversi livelli delle problematiche attuali. 33 anni dopo la rivolta dello Stonewall bar di New York - scelta come icona da un movimento variegato e accomunato dallorgoglio con cui rivendica dignità di esistenza e qualità della vita - si continua a lottare per la difesa del diritto di essere e manifestare qui, in un'Europa che sembra voler trovare comunanza di intenti pi nei rigurgiti omofobici che nell'allineamento alle, pure presenti, posizioni democratiche di molti Stati membri. Non un appuntamento rituale né, solo, una grande festa collettiva: un'occasione per ricordare a tutte/i che la costruzione di un mondo più giusto comporta una lotta consapevole e quotidiana nella tutela dei diritti di tutte/i. 1. Il sistema patriarcale ha generato un pensiero gerarchico e aggressivo, che trova la sua naturale espressione nella guerra come unica risoluzione dei conflitti, nelle regole del capitalismo che sfruttano milioni di individui e distruggono sistematicamente le risorse ambientali, con un totale disprezzo della dignit umana. Il controllo sociale che ne deriva, veicolato dalle religioni e dalle organizzazioni militari/industriali, si é sempre espresso con particolare violenza sulle donne, sulla loro sessualità, sulla riproduzione, relegando il corpo femminile ad un semplice contenitore passivo. Ci allarmano le posizioni di questo governo sul tema del riconoscimento giuridico dell'embrione, che significano un chiaro attacco alla legge sull'aborto e all'autodeterminazione delle donne. Riteniamo che il pensiero femminista sia ancora attuale e indispensabile per corrodere le fondamenta del patriarcato e riteniamo necessaria la trasmissione della memoria storica delle donne da una generazione all'altra. 2. La condizione delle/dei transessuali e transgender, ci ritrova a dover difendere quei pur minimi diritti che sembravano ormai riconosciuti e acquisiti. Questo, se da una parte pu rallentare oggettivamente il percorso di rivendicazione e tutela di una piena dignità di esistenza, dall'altra intensifica portata e urgenza delle richieste, giacché non è accettabile mettere in discussione i diritti di nessun individuo. L'attacco alle/ai trans è tra i più odiosi poiché colpisce sapendo di colpire persone particolarmente aggredibili, nei cui confronti il solo proposito istituzionale pare essere quello di ridurre al minimo i livelli di garanzie e qualit della vita. Contro una politica che vorrebbe confinare persone portatrici di diritti in stanze insonorizzate e. soprattutto. lontane dalla scena sociale, l'Open Mind resiste e lotta per: - il rispetto per ciascun individuo, un'informazione seria e corretta a cura delle agenzie educative e formative che sradichi pregiudizi e stereotipi negativi; - l'adozione della piccola soluzione, gi in uso in Germania, che consente di cambiare il nome sui documenti ancor prima dell'intervento chirurgico di adeguamento del sesso. Si supererebbe cosi la stringente dicotomia maschio/femmina. rendendo alla persona la piena libertà di essere ciò che vuole essere nel mondo; - per chi decide di effettuare l'intervento di riattribuzione del sesso, servizi integrati ed efficienti erogati dal servizio sanitario nazionale, garantendo il massimo supporto - medico, psicologico - in un'atmosfera accogliente e non giudicante; - difesa e potenziamento della legge n. 164 che, pur essendo attiva da vent'anni, risulta inapplicata in molte zone dell'Italia e, complessivamente, disattesa nelle sue linee-guida; - procedure semplificate e gratuite per ottenere il cambiamento del nome sui documenti. 3. Consideriamo le rivendicazioni del movimento GLBT parte integrante del pi vasto movimento di lotta e resistenza alla globalizzazione e auspichiamo che cooperazione e umanità possano prevalere sugli imperativi dell'economia di mercato. Riteniamo che l'attuale fase di sviluppo economico continui aminacciare la sopravvivenza della vita sulla terra, generando una povertà senza precedenti e uno stato di guerra permanente che viene di volta in volta giustificata da ideali utilizzati pretestuosamente. La guerra non può essere ammissibile come strumento della politica, non esistono guerre possibili, umanitarie o contro il terrorismo, la guerra è solo l'annullamento della dignità dell'essere umano e rappresenta il fallimento della ragione. 4. L'Open Mind, oltre a considerare legittime le rivendicazioni che riguardano i diritti delle/dei lavoratrici/lavoratori, resiste e lotta per la soluzione di specifiche problematiche GLBT nel mondo del lavoro. Il mobbing è una realtà che riguarda, al di l delle stime ufficiali, fin troppe/i lavoratrici/tori GLBT che, in assenza di specifiche norme antidiscriminatorie, vivono una condizione di costante attacco alla propria dignità. Il quadro potrebbe sicuramente aggravarsi qualora venisse smantellato il complesso di tutele previsto dall'art. 18 dello Statuto dei lavoratori, esponendo le/i lavoratrici/tori GLBT a ogni sorta di arbitrio legato al pregiudizio. Non dimentichiamo che in Italia alcune professioni sono tuttora precluse alle persone omosessuali. La formazione di una cultura democratica ha bisogno di una scuola pluralista e laica, libera dall'orientamento clericale e dai condizionamenti di un pensiero unico dominante che si identifica nelle logiche del potere politico ed economico. Ancora, privatizzazioni massicce, ingerenze continue della Chiesa negli aspetti pubblici e privati della vita di ciascuna/o, la svolta autoritaria dell'attuale governo in materia. ad esempio, di immigrazione e ordine pubblico stanno trascinando la vita democratica verso una pericolosissima deriva. Rispettiamo la spiritualità di ciascuna/o, ma non permettiamo a nessuna Chiesa di fomentare velleit integralistiche e intolleranza. Rivendichiamo inoltre l'immediato riconoscimento dello status di rifugiato politico per tutte quelle persone che vengono perseguitate nel loro paese d'origine a causa del loro orientamento sessuale. 5. Quasi tutti gli Stati dell'Unione Europea stanno progressivamente smantellando il complesso di discriminazioni giuridiche basate sull'orientamento sessuale, mentre in Italia si assiste ad una drammatica situazione di paralisi totale. L'intera classe politica, con qualche rara eccezione, manifesta nei confronti della questione GLBT un atteggiamento complessivamente negativo, che va dalla desolante indifferenza all'imbarazzo fino all'ostilità. manifestata con toni indegni di uno Stato che ha la pretesa di definirsi democratico. Lo stesso stato italiano che ha sottoscritto pi di tre anni fa il Trattato di Amsterdam (la cui clausola 6A dell'art. 13 vieta espressamente agli stati membri ogni discriminazione basata sull'orientamento sessuale) e che, non avendo legiferato in materia, si trova di fatto in una situazione di paradossale illegalità. Allo stato attuale non esiste una legge che protegge le persone GLBT dai sempre frequenti atti di omofobia e discriminazione. Nessuna tutela per le coppie di fatto omosessuali che non possono godere di importanti riconoscimenti giuridici già garantiti alle coppie di fatto eterosessuali come, per esempio, reversibilit delle pensioni, degli affitti, agevolazioni fiscali, risarcimenti, assistenza sanitaria, adozioni, eredità, permessi parentali sul luogo di lavoro. L'accesso alle tecniche di riproduzione assistita è impedito alle coppie lesbiche o alle single. Non prevista al momento alcuna campagna di educazione o di aggiornamento per le figure professionali del settore pubblico (scuola, polizia, servizio sanitario...) che si trovano a confronto con la realtà GLBT nel quotidiano e che spesso agiscono in maniera non restitutiva di un chiaro rispetto di ciascuna/o.
Catania, 3 aprile 2002

 
ROMA INTERNATIONAL PRIDE 2002 CONTRO LA VIOLENZA, PER I DIRITTI UMANI Roma 29 Giugno 2002
Manifesto politico www.mariomieli.org
Dedicato alle vittime dell'omofobia In ricordo di Sylvia Rivera A cura del Circolo di Cultura Omosessuale "Mario Mieli" Siamo stati sicuramente tra i primi, negli ultimi anni, a portare in piazza, come organizzatori del WORLD PRIDE, centinaia di migliaia di persone a difesa non solo dei diritti degli omosessuali, ma anche dei tanti cittadini che vedevano minata la loro libert di manifestare. I partiti della maggioranza di sinistra, come al solito lenti a capire, e sempre imbarazzati sui temi della sessualit e della morale pubblica, all'epoca non hanno saputo sfruttare il potenziale di quel movimento di persone che spontaneamente sostenevano noi, loro stessi e le libert di tutti: cos, a due anni di distanza, ci ritroviamo in compagnia di Silvio "Burlesconi" e della sua "Casa delle libert", che quel nome lo ha solo usurpato. E arriviamo ai giorni nostri e al movimento di piazza nato dall'iniziativa di tanti cittadini decisi a dire basta a questo pessimo governo. Ebbene, questo non pu che trovarci vicini, auspicando che serva a dare una sferzata di energia ai politici della sinistra, a suggerire loro una politica pi coraggiosa, meno cinicamente pragmatica e pi incisiva, per una nuova stagione di civilt e democrazia Nel frattempo ci ritroviamo a combattere con le leggi proposte sempre e comunque a danno di tutti i cittadini, come quella di Storace. Non sarebbe male, a questo riguardo, un bel girotondo intorno al palazzo della Regione Lazio, a difesa dei diritti delle famiglie di fatto, etero ed omosessuali. Per non parlare del Ministro delle Pari Opportunit, Stefania Prestigiacomo, che fa timide e generiche affermazioni di apertura ai gay, e viene prontamente bacchettata dal capo-padrone del governo: gi, perch i gay non sono persone meritevoli di diritti e tutele, ma soggetti da discriminare, ignorare, allontanare, calpestare, criminalizzare. Non possiamo non vedere come questa politica, che agisce sul pregiudizio sociale, persista nel creare i presupposti di odio e di discriminazione da cui derivano i continui omicidi perpetrati nei confronti degli omosessuali, nonch infiniti altri atti di razzismo verso di noi ed altre minoranze. Il prossimo 29 giugno l'International Pride di Roma riunir tutti contro l'odio, ricordandone le tante vittime, non solo omosessuali, e avr come tema portante la lotta alla violenza in tutte le sue forme: quella fisica, quella psicologica, quella sociale, quella civile, quella politica, quella delle destre. E vogliamo ricordare Sylvia Rivera, che quest'anno ci ha lasciati, e il cui moto d'orgoglio contro la violenza della polizia fu la scintilla che scaten nel 1969 la rivolta di Stonewall da cui il movimento gay ha preso avvio in tutto il mondo. Con Orgoglio - In Pride VIOLENZA E': L'assassinio e lo stupro, l'attacco fisico, la derisione, la coercizione psicologica contro i pi deboli, contro le donne, contro i bambini, i giovani, gli anziani, i poveri, gli emarginati, i migranti, contro i diversi per orientamento sessuale, identit di genere, razza, religione, cultura, idee politiche, classe, stato mentale, stato di salute fisica. VIOLENZA E': Una maggioranza che opprime le minoranze, la collettivit che annulla l'identit e i diritti della persona, l'imposizione di un modello unico di societ, bianca, maschile, eterosessuale, capitalista, ricca e borghese, l'uso arrogante e persecutorio di ogni mezzo legale o illegale per piegare persone e classi di cittadini ai voleri di chi detiene il potere, pena l'esclusione, l'emarginazione, la riduzione in schiavit, il carcere, la morte. VIOLENZA E': la costruzione di un modello unico di sessualit e di affettivit, attraverso una rigida definizione dei ruoli di genere nella societ e nella famiglia e attraverso l'educazione e l'indottrinamento nella scuola e nelle chiese; l'istigazione a comportamenti omofobici di riprovazione e irrisione, quando non di aggressione fisica, fin dall'infanzia, nelle relazioni sociali, nei luoghi di studio e di lavoro, e in quelli di divertimento; l'obbligo alla clandestinit, alla negazione di s, sotto la minaccia costante dell'esclusione e del licenziamento; il ricorso a pretese filosofie della natura per giustificare forme di aggregazione sociale utili alla produzione delle merci, all'efficienza del sistema e al controllo delle persone; la riduzione del principio del piacere a puro consumo, a evasione, a solo divertimento, organizzato e ghettizzato. VIOLENZA E': lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, del maschio sulla donna, del padrone sull'operaio, del bianco sul nero, dell'eterosessuale sull'omosessuale, del capitale sulle genti, dei mercanti sui cittadini, dell'industria sulla natura, degli armati sui disarmati, dei potenti sugli inermi. VIOLENZA E': la costituzione di governi autoritari; l'attentato alla laicit dello Stato e all'equilibrio dei suoi poteri giustapposti, all'indipendenza della magistratura, al diritto di critica, alla libert di stampa, alle libert civili, alla libera concorrenza e alle regole che ne definiscono i limiti, ai diritti dei lavoratori, degli studenti, degli ammalati, degli anziani; lo smantellamento e la dequalificazione della scuola pubblica e il finanziamento delle scuole confessionali con i soldi dei cittadini; l'occupazione sfacciata di tutti i posti di comando e dei mezzi di informazione; la criminalizzazione dei ogni forma di opposizione; l'abolizione delle regole di protezione sociale; lo smantellamento delle leggi che proteggono ambiente, patrimonio paesaggistico e artistico; la menzogna, la calunnia e l'intimidazione elette a sistema; la protezione dei ceti forti, la creazione di leggi salva-ladri e salva-mafie; la difesa dei privilegi e dei monopoli, degli interessi privati su quelli pubblici; l'imposizione di un modello di capitalismo irresponsabile e selvaggio. VIOLENZA E': la falsa tolleranza di chi consente all'altro di esistere, purch non dia "scandalo o si curi" o viva in astinenza, purch non manifesti, non lotti per i suoi diritti, non metta in crisi il modello dominante di sesso, di famiglia, di amore, di rapporti di forza; l'ipocrisia di chi considera la sessualit un fatto privato e non politico e sociale, come esso , costruito sul potere esercitato dall'uomo sulla donna, dai valori maschili dell'aggressivit, dello sfruttamento, dell'efficienza, della prestazione, su quelli femminilidell'intimit, del dono, dell'accoglienza, della protezione. VIOLENTI SONO: GLI OMOFOBI BERLUSCONI, BOSSI, FINI E AFFINI, QUESTO GOVERNO TUTTO, FATTO DI UN CAPO E DI ESECUTORI SENZA DIGNITA' NE' POLITICA NE' PERSONALE! Un governo che in quasi un anno ha legiferato, in urgenza, solo per difendere gli interessi privati del padrone contro quello di tutti gli altri; un governo composto di affaristi corruttori, monopolisti travestiti da liberali e che odiano lo Stato e le sue leggi, di ex(?)fascisti e repubblichini di provata fede, di statalisti e presidenzialisti nostalgici, di xenofobi e razzisti, di populisti peronisti, di iper-liberisti illiberali, di inquisiti che usano il loro potere per impedire i processi; un governo che ha legiferato contro le rogatorie internazionali e sta per assoggettare la magistratura al potere politico; che vuol regalare la scuola alla Chiesa, i parchi archeologici e naturali, i litorali e le zone protette agli speculatori; che ha depenalizzato il falso in bilancio, dando via libera ai ladri in colletto bianco, e ha aperto le porte delle prigioni ai mafiosi (in uscita, non in entrata), con ministri che dichiarano che con la mafia bisogna convivere; un governo che attenta allo statuto dei lavoratori per puro revanscismo antisindacale, per arroganza padronale di tipo ottocentesco; un governo che medita di cancellare il diritto all'autodeterminazione della donna riconoscendo statuto giuridico all'embrione, e la cui politica sulla famiglia dettata dall'Opus Dei; un governo di antieuropeisti che ha offeso le maggiori cancellerie europee, (tranne quella bulgara, l'ex-kgb Putin, e il sinistro-destro Blair) e che irride alle maggiori testate giornalistiche europee, coprendo l'Italia e gli italiani di ridicolo e sconcerto; un governo le cui squadracce hanno occupato la RAI e vuol mettere il bavaglio alle poche voci apertamente dissenzienti; che si fa gioco degli scioperanti, che ha imbrogliato gli italiani con un contratto televisivo le cui clausole sono state finora del tutto disattese. Un governo della menzogna e della calunnia travestite da verit televisive. E vi sembra poco? E tu sinistra dove sei? Possiamo o no parlare dell'instaurazione di un regime di destra illiberale e autoritario? Ma noi GLBT che facciamo? Ci incartiamo e dividiamo con stupide diatribe sulla "trasversalit" della questione omosessuale, che non significa assolutamente nulla, perch in questa nostra societ dove le classi si polverizzano e la solidariet sempre pi un insostenibile lusso, tutti siamo trasversali. Anche i dentisti sono trasversali, anche i preti. E se vogliamo dirla tutta anche i maschi eterosessuali sono trasversali, e anche le donne: e allora? Non ci sembra che le donne di sinistra e le femministe si preoccupino della regina Elisabetta. N di destra, n di sinistra, dicono alcuni. Bisognerebbe dire basta a questa ambiguit, uscire una volta per tutte dal pantano di questo nuovo qualunquismo davvero qualunque, che nasconde a malapena un'ondata anti-politica di estrema destra, che porta il 20% dei francesi a votare Le Pen, e un gay dichiarato a farsi leader di un movimento xenofobo nel pi tollerante stato europeo. A questi segnali gravi bisogna rispondere con la chiarezza delle idee e delle scelte: bisogna saper riconoscere che cos' che fa diversa la destra dalla sinistra, guardando ai valori a cui essa si ispira, che vanno dalla difesa del privilegio di pochi, attraverso il conservatorismo pi bieco sul piano dell'etica familiare e sessuale, fino all'arbitrio e al pi spudorato uso della violenza. Dobbiamo riconoscere una buona volta che questa la destra, e in Italia, che sembra sempre priva di memoria storica, che sembra sempre pronta a vendersi a chi fa la voce pi grossa, anche peggio, la peggiore destra che sia dato di avere in un paese occidentale oggi: con Reagan e Thatcher almeno non si era andati al disastro istituzionale che incorre oggi in Italia. E anche se la sinistra pavida, ha fatto e fa poco, e non sa bene che fare, i nostri valori sono valori di sinistra: che ci siano omosessuali che votano a destra non ci meraviglia - essi seguono altri loro interessi che nulla hanno a che fare con l'omosessualit - anche se non li capiamo, come non capiamo operai, ebrei e musulmani che votano Le Pen. Che dire? C' chi flirta col suo assassino. Noi siamo diversi! Noi lottiamo per i diritti delle persone glbt perch non c' nessuno che lo fa per noi e perch noi vogliamo prendere in mano il nostro destino. Siamo comunque consapevoli che finch non cadranno tutti i razzismi, finch la differenza tra un eterosessuale e un omosessuale, un uomo e una donna, un bianco e un nero, un ebreo e un musulmano non verr percepita solo come una variante individuale con eguale legittimit, finch le differenze non smetteranno di essere oggetto di giudizio morale e fonte di sospetti, di odio, di aggressione, di discriminazione, finch non sar sanato l'abisso che separa il privilegio dei pochi e l'indigenza dei molti, la sperequazione tra popoli ricchi e popoli alla fame, finch non si trover un equilibrio tra sviluppo e risorse naturali, la nostra lotta non sar finita, n potr trovare un senso adeguato. Ma, e lo dobbiamo dire forte, finch tutto ci non coincider anche con la fine dei ruoli sessuali che sono la prima forma di oppressione e sfruttamento, che ingabbiano le persone, tutte le persone, non solo quelle omosessuali, e non solo quelle eterosessuali, in un corpo che sovverte il desiderio e lo rende funzionale a un sistema complessivo di repressione-produzione, finch ci non avverr non vi sar liberazione n vera giustizia sociale. Torniamo in noi, ritroviamo quell'unit che ci serve: ormai lo sappiamo, divisi si perde. Uniamo la nostra lotta a quella delle donne, dei migranti, degli operai e degli emarginati, per il diritto a una scuola pluralista e libera da influenze confessionali, per una sanit efficiente, gratuita, che garantisca i malati, per la protezione delle fasce sociali pi deboli, per l'integrazione degli immigrati, ma anche contro l'insicurezza che sigenera in tutti noi attraverso la polverizzazione delle classi e la riorganizzazione del mondo in chiave liberista. Troviamo alleanze, con quei movimenti di sinistra che hanno dato la sveglia ai partiti che dovrebbero rappresentarci e che invece quietamente continuano a litigare nel loro olimpo; e anche con quei movimenti che vogliono arginare la straripante invasione del mondo, anzi la sua annessione, da parte del capitale finanziario, che distrugge i boschi, il mare, e il clima, le culture e le persone. UN ALTRO PRIDE E' POSSIBILE Lottiamo uniti! Per:l'ANTIFASCISMO, che l'elemento identitario e costituente della Repubblica Italiana. Contro: i vergognosi revisionismi in atto sulla stampa e nelle amministrazioni della destra. Per: la LAICITA' dello Stato Italiano Contro: l'ingerenza della Chiesa e l'abdicazione dei partiti politici di fronte ad essa. Per: l'autodeterminazione della donna e il mantenimento integrale della legge 194. Contro: il riconoscimento giuridico dell'embrione e la legge Storace sulla famiglia. Per: la difesa dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori e dello Stato Sociale. Contro: il vergognoso e immotivato attacco del governo ai diritti di tutela.. Per: il diritto di cittadinanza dei lavoratori extracomunitari stabilmente residenti in Italia. Contro: le demonizzazioni e le campagne di odio del governo. Per: l'abolizione del concordato con lo Stato Vaticano, o l'estensione alle altre confessioni. Contro: lo strapotere della chiesa cattolica nelle istituzioni e la sua influenza culturale. Per: il rafforzamento della scuola pubblica nazionale. Contro: il finanziamento con i soldi dei cittadini della scuola privata e confessionale.
Chiediamo subito 1) l'applicazione dell'articolo 13 del trattato di Amsterdam e il recepimento nell'ordinamento italiano della legge antidiscriminazione che protegge i cittadini omosessuali da ogni tipo di esclusione o persecuzione per motivi di orientamento sessuale e rende perseguibile ogni abuso; 2) l'estensione in sede europea e italiana delle stesse normative all'identit di genere e alle persone transessuali; 3) dopo il protocollo d'intesa firmato tra la CGIL e il Circolo Mario Mieli, l'adeguamento alle normative antidiscriminazione dello Statuto dei Lavoratori e della Legge Mancino; 4) A - l'integrazione nella legge 164 del 14 aprile 1982 di norme che consentano la "piccola soluzione", e cio il cambiamento dei dati anagrafici per le persone in attesa di riattribuzione chirurgica del sesso; B - l'abolizione delle norme che vietano alle persone "biologicamente e anagraficamente di sesso maschile" di indossare, se lo vogliono, abiti femminili 5) A - l'istituzione di commissioni ministeriali e/o parlamentari, osservatori, authorities che vigilino e propongano ulteriori soluzioni legislative per contrastare l'odio e la discriminazione contro le persone GLBT; B - finanziamento e produzione di campagne e progetti mirati alla lotta contro l'omofobia: spot televisivi, manifesti, indagini statistiche, convegni; C - finanziamento di specifici programmi per il supporto e il sostegno ai nuclei parentali, col fine di facilitare i rapporti tra genitori e figli, e di favorire la piena e serena accettazione dell'orientamento sessuale dei minori; D - l'istituzione di programmi ministeriali di formazione che offrano agli operatori scolastici gli strumenti culturali e scientifici atti a prevenire - sia negli studenti, sia nel personale docente e ausiliario - il pregiudizio antiomosessuale; E - l'inserimento nei programmi scolastici di corsi di educazione alla sessualit e di educazione alle differenze: sessuali, fisiche, culturali, filosofiche e religiose; 6) leggi che, secondo le direttive della Comunit Europea, diano riconoscimento giuridico a tutte le unioni stabili, anche tra persone dello stesso sesso; 7) il diritto di cittadinanza per il partner straniero; 8) l'estensione a coppie omosessuali o a single della possibilit di adottare minori e il diritto alla fecondazione assistita; 9) A - dopo il riconoscimento dello status di rifugiato a un ragazzo gay ucraino attraverso il patrocinio del Consiglio Italiano per i Rifugiati e del Circolo Mario Mieli, il recepimento nella legislazione italiana della direttiva dell'Alto Commissariato ONU per i Rifugiati (UNHCR) che ha riconosciuto sin dal 1967 lo status di rifugiato politico alle persone gay e lesbiche provenienti da paesi in cui l'omosessualit reato (punito fino alla pena di morte); B - Estensione unilaterale dello stesso diritto alle persone transessuali, non menzionate negli accordi internazionali; C - Estensione unilaterale dello stesso diritto a persone omosessuali che subiscono forti persecuzioni di ordine ambientale anche in assenza di specifiche leggi repressive: era questo il caso del ragazzo ucraino; 10) A - finanziamento e produzione di campagne di prevenzione e lotta contro l'AIDS, attraverso strumenti di sensibilizzazione rivolti espressamente alla comunit GLBT; B - approvazione del preservativo come presidio salva-vita, a prezzo politico; 11) attribuzione di una quota dell'8 per mille devoluto allo Stato alle associazioni di volontariato laico GLBT che si occupano di prevenzione del disagio, di mutua assistenza, e operano per la valorizzazione della cultura GLBT e della libert di espressione come patrimonio collettivo. E' per questi motivi che chiediamo a tutti i cittadini e le cittadine che credono nei principi e nei diritti sopraelencati di aderire e partecipare alla manifestazione di sabato 29 giugno a Roma
PRIDE_GENOVA_2002

da lunedi 1 luglio a giovedi 11 luglio 2002

Anche quest'anno, come è ormai tradizione, le Associazioni GLBT liguri organizzano una "settimana pride" a Genova. Per la prima volta quest'anno il pride non sarà solo Gay, Lesbico, Bisessuale e Transgender ma anche "Intersessuato", ovvero sarà dedicato anche alle persone intersessuate (o pseudoermafrodite). Mentre negli USA il movimento "intersessuato" ha ormai assuno una sua propria caratterizzazione (pur lavorando in sintonia con il movimento transgender), in Italia si tace. Si ignorano le problematiche di persone che subiscono una grave discriminazione già pochi giorni dopo la nascita. Queste persone che nascono con caratteri sessuali ibridi (parzialmente maschili, parzialmente femminili) vengono infatti operate dai chirurghi per assegnare loro arbitrariamente uno dei due sessi. Tale operazione, su persone geneticamente "miste" che ancora non hanno sviluppato una propria identità di genere, è uno degli esempi più evidenti del dominio violento e assoluto dell'ideologia del dualismo "maschio/femmina". Molte persone intersessuate finiscono con lo sviluppare un'identit di genere opposta rispetto a quella "attribuita" chirurgicamente alla nascita, diventando di fatto "transessuali" provocate. Il movimento intersessuato americano rivendica il diritto di poter scegliere se e a quale sesso appartenere in età adulta. Ed è una rivendicazione che facciamo nostra. Per quest'anno l'apertura alla realtà intersessuata poco più di un invito ad "uscire fuori", a parlare di s.... Se questo invito sar in qualche modo accolto, gi dall'anno prossimo, faremo in modo di dedicare alla realt intersessuata iniziative specifiche. Di seguito il programma del Pride G.L.B.T.I genovese ed in allegato il "logo" dell'iniziativa che preghiamo di pubblicare su tutti i siti GLBT italiani.

LUNEDI 1 LUGLIO - ore 21 c/o Sala Gradinata - Palazzo Ducale - Piazza Matteotti DIBATTITO: "Transessuali e omosessuali a scuola" con proiezione del documentario "Nessuno Uguale" interverranno: Patrizia Bigatti: Agedo Genova Luca Borzani: Assessore Politiche Giovanili Comune di Genova Gigi Malaroda: insegnante - Circolo Maurice di Torino Francesco Pivetta: insegnante - Consulente Agedo

MARTEDI 2 LUGLIO - ORE 21 c/o Sala Gradinata - Palazzo Ducale - Piazza Matteotti DIBATTITO: "Maternità lesbica in Italia e tecniche di riproduzione assistita" interverranno: Daniela Danna: Autrice di "Io ho una bella figlia. Le madri lesbiche raccontano" Cristina Gramolini: Consigliera ArciLesbica nazionale

GIOVEDI 4 LUGLIO - ORE 21 c/o Sala Gradinata - Palazzo Ducale - Piazza Matteotti DIBATTITO: "Convivenze e matrimoni omosessuali" interverranno: don Franco Barbero: Sacerdote - Comunità Viottoli di Pinerolo Enzo Cucco: Fondazione Sandro Penna - Torino

SABATO 6 LUGLIO: FESTA!!! PRIDE PARDY: DISCO SHOW PERFORMANCES c/o CSOA Zapata - Via Sampierdarena 36 Programma della serata: 20.30: dibatitto: Le Associazioni GLBT in Liguria 21.30: Electric Motherfucker: concerto rock 23.00 Barbara Vulso band: concerto pop, rock, soul 24.00: performances teatrali e di animazione 01.00 disco no stop!

GIOVEDI 11 LUGLIO - ORE 21 c/o Sala Gradinata - Palazzo Ducale - Piazza Matteotti Presentazione del libro "Tra le rose e le viole" di Porpora Marcasciano interverranno: Porpora Marcasciano: autrice del libro e vicepresidente del Movimento Identità Transessuale Gigliola Toniollo: responsabile nazionale Ufficio Nuovi Diritti - CGIL Mirella Izzo: presidente Crisalide AzioneTrans - Genova

SIETE TUTTI INVITATI A PARTECIPARE!!!! X IL COORDINAMENTO PRIDE GLBTI GENOVA Mirella Izzo

 
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