Info HIV |
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Che cos'è l'AIDS AIDS (Acquired Immune Deficiency Sindrome) significa "Sindrome da Immunodeficienza Acquisita". Nelle persone malate di AIDS le difese immunitarie normalmente presenti nell'organismo sono state fortemente indebolite a causa di un virus denominato HIV (Human Immunodeficiency Virus) e non sono più in grado di contrastare l'insorgenza di infezioni e malattie - più o meno gravi - causate da altri virus, batteri o funghi (infezioni/malattie opportunistiche). E' questo il motivo per cui l'organismo di una persona contagiata subisce malattie e infezioni che, in condizioni normali, potrebbero essere curate più facilmente. HIV e AIDS Occorre sottolineare il fatto che la sieropositività è quella condizione in cui viene riscontrata la presenza di anticorpi anti-HIV, ma non sono ancora comparse le infezioni opportunistiche. In questo periodo il soggetto pu˜ aver bisogno di farmaci antiretrovirali che combattono l'infezione. La Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (AIDS) è, invece, quella situazione in cui si presentano infezioni opportunistiche. Ciò si verifica quando le difese immunitarie sono state talmente indebolite dall'HIV da non proteggere l'organismo da microrganismi che potrebbero essere innocui. Dov'è presente il virus Il virus è presente nei seguenti liquidi biologici: * sangue Il virus si trasmette attraverso: * Sangue infetto (stretto e diretto contatto tra ferite aperte e sanguinanti, scambio di siringhe) Trasmissione attraverso il sangue A partire dal 1995, lo screening delle unità di sangue con la conseguente eliminazione di quelle risultate positive, il minor ricorso a trasfusioni 'inutili', il ricorso all'autotrasfusione, il trattamento con calore degli emoderivati e la selezione dei donatori con l'esclusione di quelli con comportamenti a rischio, hanno di fatto eliminato il pericolo di contagio attraverso queste modalità. La trasmissione attraverso il sangue rappresenta, invece, la principale modalità di contagio responsabile della diffusione dell'infezione nella popolazione dedita all'uso di droga per via endovenosa. L'infezione avviene a causa della pratica, diffusa tra i tossicodipendenti, di scambio della siringa contenente sangue infetto. Con la stessa modalità è possibile la trasmissione sia dell'HIV che di altri virus tra i quali quelli responsabili dell'epatite B e C, infezioni anch'esse molto diffuse tra i tossicodipendenti. Trasmissione sessuale La trasmissione sessuale è nel mondo la modalitˆ di trasmissione più diffusa dell'infezione da HIV. I rapporti sessuali, sia eterosessuali che omosessuali, non protetti dal profilattico possono essere causa di trasmissione dell'infezione. Tale trasmissione avviene attraverso il contatto tra liquidi biologici infetti (secrezioni vaginali, liquido pre-eiaculatorio, sperma, sangue) e mucose -anche integre- durante i rapporti sessuali. Ovviamente tutte le pratiche sessuali che favoriscano traumi o lesioni delle mucose possono provocare un aumento del rischio di trasmissione. Per questo motivo i rapporti anali sono a maggior rischio: la mucosa anale è, infatti, più fragile e meno protetta di quella vaginale e quindi il virus puù trasmettersi più facilmente. I rapporti sessuali non protetti possono essere causa di trasmissione non solo dell'HIV. Esistono, infatti, oltre 30 malattie sessualmente trasmissibili (MST). Trasmissione verticale e perinatale (da madre a figlio) La trasmissione da madre sieropositiva al feto o al neonato puù avvenire durante la gravidanza, il parto o l'allattamento al seno. Il rischio per una donna sieropositiva di trasmettere l'infezione al feto è circa il 20% (cioò 1 su 5). Oggi è possibile ridurre questo rischio al di sotto del 4% se viene somministrata la terapia antiretrovirale alla madre durante la gravidanza e al neonato per le prime sei settimane di vita. Per stabilire se è avvenuto il contagio il bambino deve essere sottoposto a controlli in strutture specializzate per almeno i primi due anni di vita. Come non si trasmette il virus Il virus non si trasmette attraverso: * strette di mano, abbracci, vestiti Il virus non si trasmette frequentando: * palestre, piscine, docce, saune e gabinetti Come si evita il contagio L'uso corretto del profilattico puù annullare il rischio di infezione durante ogni tipo di rapporto sessuale con ogni partner. Nei rapporti sessuali il preservativo è l'unica reale barriera protettiva per difendersi dall'HIV. Non vanno usati lubrificanti oleosi (vaselina, burro) perchè potrebbero alterare la struttura del preservativo e provocarne la rottura. Anche un solo rapporto sessuale non protetto potrebbe essere causa di contagio. * leggere le istruzioni accluse La pillola, la spirale e il diaframma sono metodi utili a prevenire gravidanze indesiderate, ma non hanno nessuna efficacia contro il virus dell'HIV. Il test dell'HIV Per sapere se si è stati contagiati dall'HIV è sufficiente sottoporsi al test specifico per la ricerca degli anticorpi anti-HIV che si effettua attraverso un normale prelievo di sangue. Il test anti-HIV è in grado di identificare la presenza di anticorpi specifici che lÕorganismo produce nel caso in cui entra in contatto con questo virus. Bisogna tenere presente che durante il cosiddetto 'periodo finestra' (periodo di tempo che va dal momento del contagio a quello della comparsa degli anticorpi) comunque possibile trasmettere il virus pur non risultando positivi al test. La Legge italiana (135 del giugno 1990) garantisce che il test sia effettuato solo con il consenso della persona. Il test non è obbligatorio, ma se si sono avuti comportamenti a rischio sarebbe opportuno effettuarlo. Per eseguire il test, nella maggior parte dei servizi, non serve ricetta medica; è gratuito e anonimo. Le persone straniere, anche se prive di permesso di soggiorno, possono effettuare il test alle stesse condizioni del cittadino italiano. Per tutte le coppie che intendono avere un bambino sarebbe opportuno sottoporsi al test per la sicurezza del neonato. Le terapie Oggi i medici propongono la terapia HAART contro l'infezione da HIV alle persone sieropositive sulla base dei cosiddetti "valori" dei linfociti CD4 (cellule del sistema immunitario) e della carica virale (numero di particelle di HIV nel sangue) che misura la velocità di replicazione dell'infezione. La terapia è in genere composta da più farmaci antiretrovirali che permettono di ridurre la carica virale e migliorare la situazione immunitaria. Il medico potrà spiegare meglio quali sono le varie possibilità terapeutiche, i possibili effetti collaterali, le modalità di assunzione dei farmaci. Strategie terapeutiche Nei paesi occidentali i successi terapeutici contro l'AIDS sono in gran parte dovuti ai risultati ottenuti dalla ricerca scientifica che ha consentito di individuare farmaci dotati di potente attività antivirale. Occorre tuttavia tenere ben presente che le attuali strategie terapeutiche non consentono la guarigione dall'infezione ma permettono di tenerla sotto controllo. E' quindi essenziale individuare nuove strategie terapeutiche con meccanismi di azione diversi da quelli di cui oggi disponiamo. testo dal sito del Ministero della Sanità |
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