Circolo Pink Verona

Comunicato stampa con preghiera di pubblicazione

FLAVIO TOSI CHIEDI SCUSA, COME SI MACCHIA LA MEMORIA!

Come ogni anno il Circolo Pink era presente anche quest'anno alle manifestazioni ufficiali del giorno della memoria: prima fuori dalla Gran Guardia a distribuire i triangoli, simboli dei vari internati nei campi di sterminio tedeschi, poi in sala a presenziare alla cerimonia ufficiale.
Nell'occasione il Circolo Pink ha potuto incontrare la prefetta di Verona, Perla Stancari, a cui ha consegnato un manifesto, contenente la riproduzione di tutti i triangoli indossati dagli internati, affinché citasse esplicitamente nella sua orazione ufficiale, oltre agli ebrei, anche tutte le altre vittime del nazismo. La prefetta ha cortesemente ricevuto il dono, e poi, nella sua orazione ufficiale, ha puntualmente ricordato le altre diversità finite nei “campi”.
All’inizio della cerimonia è stato annunciato che le autorità avrebbero consegnato, secondo una tradizione pluriennale, le medaglie commemorative alle persone finite nei campi. Viene altresì annunciato che quest’anno, dopo le assenze degli anni precedenti, sarebbe stato presente il sindaco di Verona Flavio Tosi. Dalla platea, dove erano seduti alcuni attivisti del Circolo Pink, si alza una voce che invita il sindaco Tosi a chiedere esplicitamente scusa ai Rom per i comportamenti discriminatori tenuti nei loro confronti.
Finita la consegna delle medaglie commemorative, quando il sindaco Flavio Tosi si appresta a parlare, si levano altri inviti a chiedere scusa ai Rom e a tacere in quanto persona condannata per propaganda razzista. Gli attivisti del Circolo Pink vengono a questo punto invitati a non disturbare (come dovrebbe risultare dai filmati della Digos): si avvicinano gli agenti della Digos e un graduato dei carabinieri e ne nasce un dialogo tranquillo (come si può vedere dalle fotografie scattate), in cui gli attivisti del Pink spiegano le loro motivazioni. Tutto finisce lì. La cerimonia prosegue e il sindaco Flavio Tosi tiene il suo discorso senza alcuna interruzione. Alla fine del discorso del sindaco gli attivisti del Circolo lasciano la sala perché attesi a ricordare la persecuzione dei “diversi”in un liceo cittadino.

Il circolo Pink precisa che il suo "rumoreggiare" aveva l’intento di ricordare a tutte le persone presenti alla cerimonia del Giorno della Memoria che il sindaco Flavio Tosi ha compiuto azioni e emesso ordinanze comunali discriminatorie nei confronti dei Rom e degli immigrati e che quindi non è certo la persona più adatta a ricordare le vittime di discriminazioni politiche e razziali. Viene il sospetto che la sua presenza e alcuni passi di “ravvedimento” presenti nel suo discorso siano allora frutto di strategie meno nobili come quelle dettate dalla futura tornata elettorale.

Questa mattina il giornale "L'Arena" pubblica un articolo con foto, dove si vedono gli attivisti del Pink (5 in tutto) che spiegano, seduti e senza alcun atteggiamento minaccioso e arrogante, le loro ragioni alle forze dell’ordine.
La didascalia della foto tuttavia cita in modo del tutto immotivato e altrettanto incomprensibile solo il nome di Paola Bonatelli, del direttivo del Circolo Pink. Perché non è stata scelta una didascalia più generica? Perché si è voluto fare solo il nome di Paola Bonatelli? Perché non sono state citate le altre persone del Pink presenti, note pure loro da tempo alle forze dell’ordine con i loro nomi e cognomi ? Chi ha fornito al caposervizio dell'Arena il nome e cognome di Paola Bonatelli? Tutte domande che aspettano risposte, una su tutte: dietro la messa in evidenza con nome e cognome di Paola Bonatelli c'è forse una precisa strategia di colpire l’attivista politica antifascista veronese, e la nota giornalista che in questi anni ha raccontato sulle pagine del Manifesto, con nomi e cognomi, le verità “scomode”di Verona? Noi crediamo di sì!
Noi del Circolo Pink riteniamo che dietro la "semplice" didascalia si nasconda la volontà di colpire una delle poche persone che a Verona fanno giornalismo in modo alternativo.

Se tutto ciò fosse vero il comportamento del giornale l’Arena sarebbe non solo estremamente squallido, ma decisamente inaccettabile. Vogliamo ricordare che Paola è ben nota negli ambienti di tutta l'estrema destra veronese, e che fare il suo nome e cognome potrebbe voler indicare il prossimo obiettivo umano a cui dedicare le “attenzioni” di questo schieramento politico.

Il circolo Pink chiede chiarezza e le immediate e pubbliche scuse da parte del giornale L'Arena.

ll Circolo Pink , oltre ad esprimere a Paola tutto il suo sostegno e la sua vicinanza, valuterà assieme alla interessata
se perseguire per vie legali il giornale L'Arena di Verona.

Il Circolo Pink di Verona
28 - gennaio - 2012

 

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