scarica
documento politico PDF
Le
fondamentali dichiarazioni internazionali di tutela dei diritti umani
hanno tracciato le linee guida della legislazione europea. Gli Stati membri
sono stati, pertanto, sollecitati a individuare le azioni positive volte
a salvaguardare i diritti dei singoli individui per garantire lo sviluppo
della società civile.
Questo processo culturale e giuridico di riconoscimento e tutela delle
differenti identità, recepito all’interno di ogni singolo
ordinamento, deve garantire le pari dignità e tutela dei singoli
contro ogni discriminazione.
Per questa ragione il Parlamento Europeo ha in più occasioni votato
Risoluzioni volte a chiedere agli Stati membri di contrastare ogni discriminazione
sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità
di genere.
Così l’8 febbraio 1994 il Parlamento Europeo ha approvato
la Risoluzione A3-0028/94 per le pari opportunità delle persone
omosessuali.
Alcuni passi della risoluzione:
Il Parlamento Europeo:
1) ribadisce la convinzione che tutti i cittadini debbano ricevere lo
stesso trattamento indipendentemente dal loro orientamento sessuale;
2) ritiene che la Comunità europea abbia il dovere, in tutte le
norme giuridiche già adottate e che vengano adottate in futuro,
di dare realizzazione al principio della parità di trattamento
delle persone indipendentemente dal loro orientamento sessuale;
5) invita gli Stati membri ad eliminare tutte le disposizioni di legge
che criminalizzano e discriminano i rapporti sessuali tra persone dello
stesso sesso;
11) invita gli Stati membri ad adottare misure e intraprendere campagne,
in cooperazione con le organizzazioni dei gay e delle lesbiche, contro
tutte le forme di discriminazione sociale nei confronti degli omosessuali;
12) raccomanda agli Stati membri di prendere misure per assicurare che
le organizzazioni sociali e culturali di donne e uomini omosessuali accedano
ai fondi nazionali sulla stessa base di altre organizzazioni sociali e
culturali.
Le reazioni in Italia:
Questa Risoluzione complessa e articolata del Parlamento Europeo non è
mai stata recepita dall’Italia e ha subito, invece, una rilettura
strumentale della destra e della parte più reazionaria del mondo
cattolico, che hanno ridotto il grave problema della discriminazione sulla
base dell’orientamento sessuale e dell’identità di
genere a una mera questione di ‘matrimoni e adozioni’.
Le reazioni a Verona:
Su questa linea di comportamento, andando contro alle direttive comunitarie,
il Consiglio comunale di Verona ha approvato il 14 luglio 1995 tre Mozioni
(336- 361- 393 rispettivamente presentate dai Popolari, dal Patto Segni
e da Forza Italia) nelle quali la “Risoluzione per le pari opportunità
delle persone omosessuali” è stata respinta come immorale.
In particolare nella mozione 336 proposta dall’allora Partito Popolare,
si legge: “..l’omosessualità contraddice la stessa
legge naturale e l’applicazione della succitata risoluzione avrebbe
effetti fortemente negativi sulla formazione psicologica ed umana dei
giovani…”.
La data del 14 luglio 1995 è quindi entrata di prepotenza nella
storia del movimento gay, lesbico, transessuale creando un pericoloso
attentato all’affermazione della democrazia nel Paese.
L’intreccio tra nuove destre, populismo leghista, integralismo cattolico
ha trovato infatti facile cittadinanza e permesso una ondata di xenofobia
e razzismo che ha investito le stesse istituzioni.
La reazione della società civile e di buona parte dei partiti cosiddetti
di centrosinistra, volta a contrastare questo grave fenomeno involutivo,
è stata assai modesta, incapace di cogliere la gravità e
la portata di quanto accaduto. Soprattutto è emersa un’incapacità
di spendersi per diritti considerati ‘marginali’.
Quanto successo nel 1995 a Verona oggi lo stiamo vivendo, amplificato,
su scala nazionale.
Situazione nazionale:
L’attuale Governo, con scarsa reazione della maggior parte del centrosinistra,
sta smantellando i diritti sociali acquisiti, sacrificati alle leggi di
un liberismo indiscriminato con il grimaldello della devolution. Sta distruggendo
la Costituzione. Sta privatizzando l’istruzione e la sanità
con grave disagio delle fasce sociali più deboli. Sta limitando
l’autonomia dell’ordinamento giudiziario. Sta devastando il
territorio. Sta monopolizzando l’informazione. Sta attuando una
politica di privatizzazione del servizio pubblico diminuendo tra l’altro
gli investimenti sulla qualità e la sicurezza.
La legge Bossi-Fini ha criminalizzato i migranti senza permesso di soggiorno,
condannandoli a una condizione di invisibilità e privazione dei
diritti più elementari.
L’attuale governo ha seguito l’aggressiva politica estera
statunitense dell’amministrazione Bush e, disattendendo l’articolo
11 della Costituzione della Repubblica, ha portato di fatto il Paese in
guerra contro l’Iraq .
Nessun dorma!
La comunità gay lesbica transessuale, i movimenti, i sindacati,
la società civile sono chiamati a Verona per esigere dalle Istituzioni
locali e nazionali il pieno riconoscimento dell’orientamento sessuale
e dell’identità di genere contro ogni discriminazione, secondo
quanto espresso dalle direttive comunitarie, per far propria la Cultura
del rispetto della persona umana.
Le mozioni approvate dal Consiglio comunale di Verona nn. 336, 361, 393
del 1995 sono ancora in vigore. Infatti dopo due anni e mezzo di amministrazione
di centrosinistra non sono state ancora abrogate.
In questo contesto culturale, dichiaratamente omofobo, è evidente
il rischio di perdere il dettato delle Dichiarazioni fondamentali dei
Diritti Umani, legittimando di fatto uno stato di discriminazione.
Le aggressioni subite da persone gay, lesbiche, transessuali a opera di
gruppi estremisti, come Forza Nuova, danno la misura di gravissime violazioni
del diritto. Questo anche perché le forze democratiche del nostro
Paese non hanno condannato e isolato con sufficiente forza queste formazioni
antidemocratiche.
Nel 1995 abbiamo alzato la testa convinti e convinte che solo reagendo
a simili violenze e all’indifferenza si poteva ridefinire il confine
della Democrazia.
Proprio sulla base di questi valori e di queste esigenze oggi chiamiamo
all’appello coloro che ritengono sia indispensabile abrogare le
mozioni del 1995 per uscire dalla palude dove è stato risucchiato
il diritto. Il futuro prossimo ci deve vedere tutte/i coinvolte/i nella
difesa comune dei diritti fondamentali di esistenza, vilipesi dalla precarietà
del lavoro così come perseguito dal Governo sia in sede nazionale
che locale; ci deve vedere coinvolte/i nella rivendicazione collettiva
dei “nuovi” diritti di cittadinanza sociale a difesa delle
minoranze e delle fasce più deboli.
LANCIAMO UNA PROPOSTA:
Troviamoci a Verona il 26 febbraio 2005 per una grande manifestazione
nazionale sui diritti di cittadinanza, a partire da quella dei gay , delle
lesbiche e dei/delle transessuali, assumendo le specificità e le
differenti identità a paradigma del vivere civile per affermare
la ricchezza della differenza.
Questo si inserisce nel più ampio quadro del percorso democratico
del Paese che parte dalla nascita della Costituzione italiana, per arrivare
alla partecipazione attiva ai social forum, all’incontro dei movimenti
a Genova, al referendum in difesa dell’articolo 18 dello Statuto
dei lavoratori, alle manifestazioni contro la guerra, ai cortei autoconvocati
e autoorganizzati dalle persone migranti contro la Bossi-Fini, contro
le politiche repressive applicate ai Rom e ai Sinti.
Questo si inserisce nella difesa dell’autodeterminazione delle donne
contro la legge sulla procreazione assistita e il tentativo di vanificare
la legge sull’aborto.
Questo si inserisce nella difesa della laicità dello Stato.
Solo contrastando ogni attacco alle libertà individuali, possiamo
garantire i Diritti Umani inalienabili ed indivisibili e porre la loro
centralità fuori e dentro le istituzioni, consapevoli che quando
un diritto viene isolato e calpestato altri seguiranno la stessa sorte.
OBIETTIVI DELLA MANIFESTAZIONE.
-chiediamo all’attuale Consiglio Comunale l’abrogazione delle
mozioni del 14 luglio 1995 e l’approvazione di una mozione che accolga
la Risoluzione A3 dell’8 febbraio 1994 e successive direttive approvate
dal Parlamento Europeo in materia di pari opportunità sulla base
dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere;
-chiediamo, come già avviene in altre parti d’Italia (comune
di Venezia, Regione Toscana, ecc.) l’inserimento di una norma antidiscriminatoria
a tutela dell’identità di genere e dell’orientamento
sessuale nello Statuto del Comune di Verona ;
- chiediamo ai governi locali, che hanno aderito al Coordinamento Nazionale
degli Enti Locali, come il Comune di Verona, e che hanno sottoscritto
la Carta Europea dei Diritti Umani nella città, di farsi promotori
affinchè questa norma antidiscriminatoria sia messa, nero su bianco,
in ogni Statuto Comunale, Provinciale e Regionale, in modo da recuperare
il loro ruolo storico di spazio politico e sociale nel quale ogni abitante
possa avere lo stesso diritto di cittadinanza, pur conservando la propria
diversità, compresa quella dell’orientamento sessuale ed
identità di genere;
- continuare la campagna di pressione sullo Stato Italiano affinchè
recepisca le direttive e raccomandazioni dell’Unione Europea e della
Carta dei Diritti Umani per il riconoscimento giuridico e sociale e la
cittadinanza dei gay, delle lesbiche, dei bisessuali , dei/delle transessuali
e transgender.
- Il Circolo Pink di Verona dopo venti anni di attività sul territorio,
senza alcun sostegno pubblico. chiede, inoltre, di essere inserito tra
le associazioni che fanno un servizio alla collettività e di poter
accedere, al pari di qualsiasi altro ente, alla fruizione di una sede
comunale e all’accesso ai finanziamenti pubblici per poter continuare
il lavoro di accoglienza, di autoaiuto, di telefono amico, di informazione
e prevenzione Aids, di promozione di iniziative culturali e politiche
fin qui svolto.
Basta con le politiche reazionarie e razziste !
Basta
con la logica della “rimozione” e del “non detto”
sulle questioni legate alla sessualità, all’identità
di genere e all’orientamento
sessuale: è tempo di scegliere!
segreteria: Circolo pink Verona Via Scrimiari 7 - 37134 Verona
tel e fax 045 8065911 - www.circolopink.it/26febbraio05.htm
per adesioni: 26febbraio2005@circolopink.it
Contatti: Roberto Aere 340 2903991 - Gianni Zardini 348 2634126
|