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Integralisti cattolici veronesi
contro l'iniziativa lettetraria
   

LETTERATURA DI NOTTE, GIOVANI SCRITTORI GAY A VERONA


Il Circolo Pink - Centro di Cultura e Iniziativa Gay/Lesbica/Bisessuale e Transgender Verona - presenta l'iniziativa letteraria
"Letteratura di Notte, giovani scrittori gay a Verona", che si svolgerà a Verona a partire dal 21 Novembre 2002 presso la libreria
GHEDUZZI GIUBBE ROSSE
in Corso Santa Anastasia a Verona, alle ore 21.00.

L'iniziativa vuole portare e presentare a Verona 4 scrittori gay:
Daniele Scalise (21 novembre 2002)
Tommaso Giartosio (9 gennaio 2003)
Andrea Demarchi (6 febbraio 2003)
Andrea Rossetti (6 marzo 2003).

Lo scopo di tale manifestazione è far conoscere 4 scrittori che con i loro libri stanno contribuendo ad abbattere, attraverso la cultura, quelle barriere sociali che spesso hanno contribuito a creare diffidenze, stereotipi, luoghi comuni intorno alle persone omosessuali, comportamenti che spesso sono sfociati in aperti atti di discriminazione contro gay/lesbiche e transessuali.

Ci pare fondamentale far conoscere a tutta la cittadinanza veronese la cultura del movimento gay/lesbico e transessuale. Saranno 4 serate in cui si parler delle storie della vita delle persone omosessuali, attraverso i racconti e i libri di Scalise, Giartosio, Demarchi e Rossetti.

L'iniziativa gode del patrocinio di: Societ Letteraria di Verona e della Prima Circoscrizione Centro Storico Verona

presenterà le serate: Nico Cattapan

La rassegna parte presentando "Men on men", antologia di racconto gay curata da Daniele Scalise; gli scittori che verranno presentati nei prossimo mesi hanno scritto sull'antologia. Di loro presenteremo il racconto scritto più la loro opera completa.

recensione da, "L'indice dei libri del mese" n.9 / Narratori italiani

"Poi vedrete che ci passa" di Camilla Valletti
MEN ON MEN Antologia di racconti gay a cura di Daniele Scalise pp. 266 Euro 6,80, Mondadori, Milano 2002

Peccato che il titolo in prima battuta può sembrare di dubbio gusto. Ma ècperdonabile considerata la varietà e la densità dei racconti che il libro presenta. Introdotta da Daniele Scalise, attivissimo nel movimento gay italiano, l'antologia raccoglie le prove narrative di diversi autori italiani che hanno, come si usa dire, fatto outing. E infatti il tentativo, onestamente dichiarato, è quello di dare la parola, affinche possano liberamente sfogarsi, gli scrittori omosessuali italiani che si sono affrancati sia al tondellismo sia da certi aspetti idelogico-formali che finiscono per condizionare le scelte tematiche e di ambiente. "Poi vedrete che ci passa e giungeremo e giungere a una più indifferente quotidianità. Ma prima restituite quelle identità che a molti di noi appaiono ancora oscure, appannate, lontane, quasi invisibili, e con le identità i diritti negati che insieme ai diritti negano le identità"
Ogni racconto é accompagnato da un profilo dello scrittore. Vi si trovano libri pubblicati, le attività passate e presenti, pure quanche accenno all'aspetto fisico e, quando c'è, il nome dell'attuale compagno: elementi questi che si confondono con dichiarazioni programmatiche e questioni d'apparenza. Come nel caso di Matteo B. Bianchi done "quel B. non vuole dire nulla e serve solo a distinguere un cognome altrimenti banale". Almamegera di Bianchi, Ava Gardner da un torero all'altro di Omar Cerchierini, Mani di Stefano Simoncini, A letto con Gabri di Andrea Demarchi sono testi riconducibili tutti al tema dell'amore sensuale e condiviso, dove l'erotismo è scivolamento scherzoso di corpi, passeggio di battute, canzoni riassorbite come autoinganno. S'intravedono gestualità holywoodiane, qualche smarrimento, i fantasmi di amoro passati.
Don Aldo di Tommaso Giartosio, invece, e soprattutto L'uva primaticcia, entrano in contesti diversi. Il convento e la montagna della Resistenza. Qui i sentimenti e i corpi di fatto più aspri e il confronto con la tradizione letteraria inevitabile. La strada dei due racconti si apre su un presupposto non esplicitano, inqualificabile e foriero di sventura. I protagonisti rimangono ai bordi del racconto vinti dalla forza delle istituzioni e dalla imperturbabilità della storia. Sono due racconti magari imperfetti, magari inattuali, ma certo evangelicamente aderenti allo scacco che si origina dal confronto tra gli impulsi individuali e la necessità della vita comunitaria.
Infine il racconto Luca tende la mano di Marco Mancassola, il più coeso, il più semplicemente alto, in cui l'unione dei due amnati nella morte è così forte da trasformarsi in un'ultima invocazione d'amore. "Questa necessità è un filo luminoso gettato in avanti, come la corda attaccata all'ancora. Luca amerà Ricardo. Non è mai stato così consapevole, così sicuro di quel che sarà".


DANIELE SCALISE
(nato a Roma nel 1952) Giornalista, collabora a "L'Espresso", "Amica", "Prima comunicazione" e "Babilonia". Ha lavorato in RAI, al Censis ed è stato caporedattore presso un'agenzia giornalistica. E' autore anche di Cose dell'altro mondo.Viaggio nell'Italia gay (Zelig 1996) e il Caso Mortara. La vera storia del bambino ebreo dal Papa (Mondadori 1997).

TOMMASO GIARTOSIO
(Roma, 1963) Ha compiuto studi letterari a Roma e a Berkeley. Suoi saggi e racconti sono apparsi su numerosi periodici tra cui "Babilonia", "Liberal", "L'Indice dei libri del mese", "il manifesto". Collabora regolarmente con "Nuovi argomenti". E' tra i fondatori della rivista letteraria online 'Lo sciacallo' (www.losciacallo.com). Ha tradotto e/o curato opere di Waugh, Thackeray, Isherwood, Hawthorne. Il suo primo libro, il "saggio romanzesco"
"Doppio ritratto" (Roma, Fazi, 1998), ha vinto ex aequo il Premio Bagutta Opera Prima. Insegna in una scuola superiore romana.

ANDREA DEMARCHI
(nato nel 1964 a Chivasso Torino) Scoperto da Pier Vittorio Tondelli che nel 1988 pubblicò un suo racconto nell'antologia under 25 "Belli&Perversi", è autore dei romanzi "Sandrino e il canto celestiale di Robert Plant" (1995, Mondadori Oscar; tradotto da N.Bauer per Le Serpent à Plumes, Parigi, 2002); "Il ritorno dei granchi giganti" (1995, Theoria); "I Fuochi di San Giovanni" (2001, Rizzoli). Un suo racconto compare nell'antologia "Men on Men" (2002, Mondadori). Per Transeuropa ha curato, nel 1997 e '98, i due tomi del secondo volume delle antologie "Coda" ispirate al progetto under 25 di Pier Vittorio Tondelli.

ANDREA ROSSETTI
(nato a milano nel 1967) Nel 98 ha pubblicato il romanzo autobiografia di Lara per Frassinelli con prefazione di Fernanda Pivano. nel 99 il libro è stato tradotto in portoghese ed è ora in corso di traduzione negli USA. miei racconti sono presenti in diverse antologie e riviste.
E' nella redazione della rivista letteraria addictions.

rassegna stampa da L'Arena
Lunedì 13 Gennaio 2003

Lo scrittore Tommaso Giartosio alla libreria "Gheduzzi-Giubbe Rosse"
La scoperta della "diversità" Nel racconto "Doria".

L'amore per la parola cesellata Educato, gentile, ma ostinato nella sua ricerca di riconoscimento e dignità. Così dove esser parso ai giurati della 63 edizione del premio Bagutta quando, invece, di esprimere gioia ed emozione per il riconoscimento ricevuto, profittò dell'occasione per "chiedere un favore allo Stato". Si trattava di poter sposare, secondo la legge, l'uomo che amava. Anche a Verona nella libreria "Gheduzzi-Giubbe Rosse" Tommaso Giartosio, uno degli scrittori della raccolta di racconti Men on men (Mondadori)- presentato nella rassegna "Letteratura di notte, scrittori gay a Verona" a cura del Circolo Pink - è parso estremamente cortese, ma deciso. Come può una vita di omosessualità non influenzare la scrittura? Anche se personalmente riesce ad effettuare "una torsione" e a immedesimarsi in una voce diversa. E ne dà un ampio saggio nel racconto "Doria" dove una donna borghese (se questa parola ha ancora un senso) di quarant'anni riflette sulla "diversità" appena scoperta nel marito. E' evidente, come ha fatto notare il presentatore, Nico Cattapan l'amore di Giartosio, per la parola che cesella in un gioco di libere associazioni nei suoi due racconti contenuti in Men on Men: "Doria", appunto, e "Don Aldo". In entrambi, ma soprattutto in quello letto pubblicamente - che ha suscitato il consenso del folto pubblico - si gioca intorno al termine omosessuale, al vortice di idee a cui si lega nella mente e nella storia personale della protagonista. Naturalmente si possono trarre delle conclusioni pure dal punto di vista umano, ma Giartosio, da quel fine autore che è, invita, a considerare l'omosessualità dal punto di vista letterario. Ed è questo il consiglio che rivolge a chi, tra il pubblico, come lui stesso, eserciterà in futuro la difficile e delicata professione d'insegnante. Infatti, pure se è venuto pi chiaramente alla luce circa un secolo fa, la letteratura non ha mai fatto mistero dell'amore di un uomo o di una donna verso qualcuno del proprio sesso. Basti pensare alla Saffo dell'antichità classica per passare ai nostri Dante, Machiavelli, Poliziano, Parini, Alfieri. Allora, secondo Giartosio, letteratura gay o sui gay come riflessione e non o non solo da un punto di vista di identità politica. Poco importa se Dante parlava di "sodomiti", partiamo dal valore artistico. Che servirà poi, forse, a maturare una coscienza civile. Alessandra Milanese

 

Mercoledi 5 Febbraio 2003
Circolo Pink
Centro di cultura e iniziativa gay/lesbica/bisessuale e transgender Verona

Questa mattina Palmarino Zoccatelli, presidente dell'associazione Famiglia e Civiltà, e Maurizio Grassi, consigliere della Prima Circoscrizione Centro Storico di Verona, hanno fatto una conferenza stampa presso il Comune di Verona per protestare contro il patrocinio dato al Circolo Pink dalla Prima Circoscrizione Centro Storico di Verona per l'iniziativa culturale "Letteratura di notte, scrittori gay a Verona".
Durante la conferenza stampa hanno diffuso due volantini, uno indirizzato al Vescovo di Verona e ai consiglieri comunali di Verona, del secondo volantino ripostiamo un breve passo. Riteniamo che ne Palmarino Zoccatelli ne Maurizio Grassi possano essere ritenuti dal Circolo Pink interlocutori con cui parlare, per cui vi riportiamo questo breve passo di uno dei due volantini, che vi li alleghiamo, e lasciamo a voi i commenti e le eventuali risposte che vorrete dare. Per costruire un percorso di cittadinanza ci vogliono interlocutori che credono che i diritti non sono prerogativa di una maggioranza che li usa a propria discrezione.

Basta patrocini e sostegni da parte del centro-Sinistra alle "nozze" omosex
NO AL MODELLO DI VITA OMOSESSUALE!

.... Il patrocinio della prima Circoscrizione Centro storico agli omosex: Rabbiosi, sinistre e circoli omosessualisti cercano ora di vendicarsi della sonora sconfitta del 1995 e confidano di ottenere dalla maggioranza di Centro-Sinistra guidata da Paolo Zanotto, nel frattempo insediatasi in Municipio, il riconoscimento al loro immorale modello di vita. Omosex chiama, sinistra risponde! E un primo risultato c'è già: il patrocinio (e contributo?) della prima Circoscrizione Centro storico alla rassegna Letteratura di notte: scrittori gay a Verona tenutasi alla libreria Gheduzzi Giubbe Rosse. Una serie d'incontri con scrittori sodomiti, chiamati a parlare in quanto tali:. La Circoscrizione Centro storico è presieduta da Luisa Caregaro in Guarienti (Margherita) la quale ha anche votato personalmente in favore delliniziativa.....
volantinoA - volantinoB

rassegna stampa da L'Arena
Giovedì 6 Febbraio 2003
Crociate
Zoccatelli e Grassi "Attenti alla nuova Sodoma"

Su Verona sta per abbattersi lo stesso castigo divino che fu inflitto alla biblica Sodoma. Ma può ancora salvarsi. Il prezzo è alto: condividere le battaglie di Palmarino Zoccatelli, una delle "bandiere" dell'integralismo cattolico nostrano, e assieme a lui opporre il petto all'ultimo abominio denunciato dall'associazione Famiglie e Civiltà in combutta con il leghista della prima circoscrizione Maurizio Grassi: "Il ritorno delle rivendicazioni degli omosessuali". Zoccatelli & Grassi si sono scandalizzati perché la prima circoscrizione ha dato il patrocinio a un ciclo di incontri con scrittori gay. Anzi, "sodomiti". Per Palmarino & Grassi questa non è altro che "la rabbiosa reazione della sinistra e dei circoli omosessuali che cercano di vendicarsi della sconfitta rimediata in Consiglio comunale nel '95 quando venne bocciato il riconoscimento delle coppie di fatto'. E siccome i due temono che ci sia l'intenzione di far cancellare quelle mozioni, Zoccatelli ha scritto al vescovo per ricordargli che Zanotto è cattolico e la sua amministrazione si sta macchiando di "peccato contro natura". Grassi lo seguirà fino in fondo.

rassegna stampa da L'Arena
Lunedì 17 Febbraio 2003

Alla libreria "Gheduzzi-Giubbe Rosse" il terzo incontro della «Letteratura di notte»
Andrea Demarchi e le storie "oneste"

"Si possono ancora raccontare, grazie a maestri come Tondelli e Carver" Com?é uno scrittore "sodomita"? Tenero, paziente, fragile di una gioventù "passata, ma non trascorsa". Andrea Demarchi è nella libreria Gheduzzi-Giubbe rosse per il terzo incontro della serie "Letteratura di notte: scrittori gay a Verona" organizzata dal Circolo Pink. Quelli che invocano su di lui (e su tutti noi lì riuniti) i castighi biblici di Sodoma sono, invece, un gruppo di cattolici integralisti autodefinitosi "Famiglia e civiltà" che volantinano e si divertono a filmare chi entra in libreria. Ma ciò non turba più di tanto la serata.
Nico Cattapan, che anche questa volta introduce lo scrittore di turno, riassuma le domande che si sono affollate finora: esiste una letteratura "gay"? E quale? Scritta da gay o sui gay? Ed è più corretto usare la denominazione gay o omosessuale?
L’occasione per tentare, ancora una volta, una risposta è fornita dall’antologia "Men on men" (Mondadori) in cui Demarchi compare con il bel racconto "A letto con Gabri". Una giovane coppia: Gabri e Sandro discute sul cinema e sul fatto di pensare e di agire in modo onesto. Ma, innanzitutto, si possono ancora raccontare storie "oneste"?
Andrea Demarchi è convinto di sì. E cita i suoi maestri, prima di tutto Piervittorio Tondelli, e l’americano Carver. Poi spiega la convinzione di quanto si deva la visibilità attuale raggiunta dalla letteratura gay al lavoro di scrittori precedenti.
L’antologia di racconti "Men on men" ha modo di essere adesso grazie agli «under venticinque» di Tondelli, a Busi e Severini che hanno cominciato a parlare di omosessualità in maniera dichiarata superando sia i sensi di colpevolezza che di trasgressione.
E prima ancora il merito va ad Arbasino che ha spostato il riflettore dalla sofferenza di Pasolini a un modo più allegro e noncurante de faire le choses, di prendere la vita e la "diversità".
Ma è stato davvero "diverso" per Andrea Demarchi pubblicare in un testo dalla dichiarata specificità come "Men on men"? "Il percorso è stato simile a quello di altre cose scritte", ha raccontato il giovane, occhialetti e aspetto timido, qualche chilo in più. «Certo, però, la collocazione nell’antologia è eccezionale. Lo scopo è di monitorare la scrittura gay con degli autori veri e propri, non con giovani che si cimentino raccontando la loro esperienza. Ma non a caso Busi, Golinelli, Severini sono assenti perché già considerati di una generazione letteraria precedente».
Alessandra Milanese

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