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La
rassegna parte presentando "Men on men", antologia
di racconto gay curata da Daniele Scalise; gli scittori che verranno
presentati nei prossimo mesi hanno scritto sull'antologia. Di loro
presenteremo il racconto scritto più la loro opera completa.
recensione
da, "L'indice dei libri del mese" n.9 / Narratori
italiani
"Poi
vedrete che ci passa" di Camilla Valletti
MEN ON MEN Antologia di racconti gay a cura di Daniele Scalise
pp. 266 Euro 6,80, Mondadori, Milano 2002
Peccato che il titolo in prima battuta può sembrare di dubbio
gusto. Ma ècperdonabile considerata la varietà e la
densità dei racconti che il libro presenta. Introdotta da
Daniele Scalise, attivissimo nel movimento gay italiano, l'antologia
raccoglie le prove narrative di diversi autori italiani che hanno,
come si usa dire, fatto outing. E infatti il tentativo, onestamente
dichiarato, è quello di dare la parola, affinche possano
liberamente sfogarsi, gli scrittori omosessuali italiani che si
sono affrancati sia al tondellismo sia da certi aspetti idelogico-formali
che finiscono per condizionare le scelte tematiche e di ambiente.
"Poi vedrete che ci passa e giungeremo e giungere a una più
indifferente quotidianità. Ma prima restituite quelle identità
che a molti di noi appaiono ancora oscure, appannate, lontane, quasi
invisibili, e con le identità i diritti negati che insieme
ai diritti negano le identità"
Ogni racconto é accompagnato da un profilo dello scrittore.
Vi si trovano libri pubblicati, le attività passate e presenti,
pure quanche accenno all'aspetto fisico e, quando c'è, il
nome dell'attuale compagno: elementi questi che si confondono con
dichiarazioni programmatiche e questioni d'apparenza. Come nel caso
di Matteo B. Bianchi done "quel B. non vuole dire nulla e serve
solo a distinguere un cognome altrimenti banale". Almamegera
di Bianchi, Ava Gardner da un torero all'altro di
Omar Cerchierini, Mani di Stefano Simoncini, A letto con
Gabri di Andrea Demarchi sono testi riconducibili tutti al tema
dell'amore sensuale e condiviso, dove l'erotismo è scivolamento
scherzoso di corpi, passeggio di battute, canzoni riassorbite come
autoinganno. S'intravedono gestualità holywoodiane, qualche
smarrimento, i fantasmi di amoro passati.
Don Aldo di Tommaso Giartosio, invece, e soprattutto L'uva
primaticcia, entrano in contesti diversi. Il convento e la montagna
della Resistenza. Qui i sentimenti e i corpi di fatto più
aspri e il confronto con la tradizione letteraria inevitabile. La
strada dei due racconti si apre su un presupposto non esplicitano,
inqualificabile e foriero di sventura. I protagonisti rimangono
ai bordi del racconto vinti dalla forza delle istituzioni e dalla
imperturbabilità della storia. Sono due racconti magari imperfetti,
magari inattuali, ma certo evangelicamente aderenti allo scacco
che si origina dal confronto tra gli impulsi individuali e la necessità
della vita comunitaria.
Infine il racconto Luca tende la mano di Marco Mancassola, il più
coeso, il più semplicemente alto, in cui l'unione dei due
amnati nella morte è così forte da trasformarsi in
un'ultima invocazione d'amore. "Questa necessità è
un filo luminoso gettato in avanti, come la corda attaccata all'ancora.
Luca amerà Ricardo. Non è mai stato così consapevole,
così sicuro di quel che sarà".
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DANIELE
SCALISE
(nato a Roma nel 1952) Giornalista, collabora a "L'Espresso",
"Amica", "Prima comunicazione" e "Babilonia".
Ha lavorato in RAI, al Censis ed è stato caporedattore presso
un'agenzia giornalistica. E' autore anche di Cose dell'altro mondo.Viaggio
nell'Italia gay (Zelig 1996) e il Caso Mortara. La vera storia del bambino
ebreo dal Papa (Mondadori 1997).
TOMMASO
GIARTOSIO
(Roma, 1963) Ha compiuto studi letterari a Roma e a Berkeley. Suoi saggi
e racconti sono apparsi su numerosi periodici tra cui "Babilonia",
"Liberal", "L'Indice dei libri del mese", "il
manifesto". Collabora regolarmente con "Nuovi argomenti".
E' tra i fondatori della rivista letteraria online 'Lo sciacallo' (www.losciacallo.com).
Ha tradotto e/o curato opere di Waugh, Thackeray, Isherwood, Hawthorne.
Il suo primo libro, il "saggio romanzesco"
"Doppio ritratto" (Roma, Fazi, 1998), ha vinto ex aequo il
Premio Bagutta Opera Prima. Insegna in una scuola superiore romana.
ANDREA
DEMARCHI
(nato nel 1964 a Chivasso Torino) Scoperto da Pier Vittorio Tondelli
che nel 1988 pubblicò un suo racconto nell'antologia under 25
"Belli&Perversi", è autore dei romanzi "Sandrino
e il canto celestiale di Robert Plant" (1995, Mondadori Oscar;
tradotto da N.Bauer per Le Serpent à Plumes, Parigi, 2002); "Il
ritorno dei granchi giganti" (1995, Theoria); "I Fuochi di
San Giovanni" (2001, Rizzoli). Un suo racconto compare nell'antologia
"Men on Men" (2002, Mondadori). Per Transeuropa ha curato,
nel 1997 e '98, i due tomi del secondo volume delle antologie "Coda"
ispirate al progetto under 25 di Pier Vittorio Tondelli.
ANDREA
ROSSETTI
(nato a milano nel 1967) Nel 98 ha pubblicato il romanzo autobiografia
di Lara per Frassinelli con prefazione di Fernanda Pivano. nel 99 il
libro è stato tradotto in portoghese ed è ora in corso
di traduzione negli USA. miei racconti sono presenti in diverse antologie
e riviste.
E' nella redazione della rivista letteraria addictions. |
| rassegna
stampa da L'Arena
Lunedì 13 Gennaio 2003
Lo scrittore Tommaso Giartosio alla libreria "Gheduzzi-Giubbe
Rosse"
La scoperta della "diversità" Nel racconto "Doria".
L'amore
per la parola cesellata Educato, gentile, ma ostinato nella sua ricerca
di riconoscimento e dignità. Così dove esser parso ai giurati
della 63 edizione del premio Bagutta quando, invece, di esprimere gioia
ed emozione per il riconoscimento ricevuto, profittò dell'occasione
per "chiedere un favore allo Stato". Si trattava di poter sposare,
secondo la legge, l'uomo che amava. Anche a Verona nella libreria "Gheduzzi-Giubbe
Rosse" Tommaso Giartosio, uno degli scrittori della raccolta di racconti
Men on men (Mondadori)- presentato nella rassegna "Letteratura di
notte, scrittori gay a Verona" a cura del Circolo Pink - è
parso estremamente cortese, ma deciso. Come può una vita di omosessualità
non influenzare la scrittura? Anche se personalmente riesce ad effettuare
"una torsione" e a immedesimarsi in una voce diversa. E ne dà
un ampio saggio nel racconto "Doria" dove una donna borghese
(se questa parola ha ancora un senso) di quarant'anni riflette sulla "diversità"
appena scoperta nel marito. E' evidente, come ha fatto notare il presentatore,
Nico Cattapan l'amore di Giartosio, per la parola che cesella in un gioco
di libere associazioni nei suoi due racconti contenuti in Men on Men:
"Doria", appunto, e "Don Aldo". In entrambi, ma soprattutto
in quello letto pubblicamente - che ha suscitato il consenso del folto
pubblico - si gioca intorno al termine omosessuale, al vortice di idee
a cui si lega nella mente e nella storia personale della protagonista.
Naturalmente si possono trarre delle conclusioni pure dal punto di vista
umano, ma Giartosio, da quel fine autore che è, invita, a considerare
l'omosessualità dal punto di vista letterario. Ed è questo
il consiglio che rivolge a chi, tra il pubblico, come lui stesso, eserciterà
in futuro la difficile e delicata professione d'insegnante. Infatti, pure
se è venuto pi chiaramente alla luce circa un secolo fa, la letteratura
non ha mai fatto mistero dell'amore di un uomo o di una donna verso qualcuno
del proprio sesso. Basti pensare alla Saffo dell'antichità classica
per passare ai nostri Dante, Machiavelli, Poliziano, Parini, Alfieri.
Allora, secondo Giartosio, letteratura gay o sui gay come riflessione
e non o non solo da un punto di vista di identità politica. Poco
importa se Dante parlava di "sodomiti", partiamo dal valore
artistico. Che servirà poi, forse, a maturare una coscienza civile.
Alessandra Milanese |
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| Mercoledi
5 Febbraio 2003
Circolo Pink
Centro di cultura e iniziativa gay/lesbica/bisessuale e transgender Verona
Questa mattina Palmarino Zoccatelli, presidente dell'associazione Famiglia
e Civiltà, e Maurizio Grassi, consigliere della Prima Circoscrizione
Centro Storico di Verona, hanno fatto una conferenza stampa presso il
Comune di Verona per protestare contro il patrocinio dato al Circolo Pink
dalla Prima Circoscrizione Centro Storico di Verona per l'iniziativa culturale
"Letteratura di notte, scrittori gay a Verona".
Durante la conferenza stampa hanno diffuso due volantini, uno indirizzato
al Vescovo di Verona e ai consiglieri comunali di Verona, del secondo
volantino ripostiamo un breve passo. Riteniamo che ne Palmarino Zoccatelli
ne Maurizio Grassi possano essere ritenuti dal Circolo Pink interlocutori
con cui parlare, per cui vi riportiamo questo breve passo di uno dei due
volantini, che vi li alleghiamo, e lasciamo a voi i commenti e le eventuali
risposte che vorrete dare. Per costruire un percorso di cittadinanza ci
vogliono interlocutori che credono che i diritti non sono prerogativa
di una maggioranza che li usa a propria discrezione.
Basta
patrocini e sostegni da parte del centro-Sinistra alle "nozze"
omosex
NO AL MODELLO DI VITA OMOSESSUALE!
.... Il patrocinio della prima Circoscrizione Centro storico agli omosex:
Rabbiosi, sinistre e circoli omosessualisti cercano ora di vendicarsi
della sonora sconfitta del 1995 e confidano di ottenere dalla maggioranza
di Centro-Sinistra guidata da Paolo Zanotto, nel frattempo insediatasi
in Municipio, il riconoscimento al loro immorale modello di vita. Omosex
chiama, sinistra risponde! E un primo risultato c'è già:
il patrocinio (e contributo?) della prima Circoscrizione Centro storico
alla rassegna Letteratura di notte: scrittori gay a Verona tenutasi alla
libreria Gheduzzi Giubbe Rosse. Una serie d'incontri con scrittori sodomiti,
chiamati a parlare in quanto tali:. La Circoscrizione Centro storico è
presieduta da Luisa Caregaro in Guarienti (Margherita) la quale ha anche
votato personalmente in favore delliniziativa.....
volantinoA - volantinoB |
| rassegna
stampa da L'Arena
Giovedì 6 Febbraio 2003
Crociate
Zoccatelli e Grassi "Attenti alla nuova Sodoma"
Su Verona
sta per abbattersi lo stesso castigo divino che fu inflitto alla biblica
Sodoma. Ma può ancora salvarsi. Il prezzo è alto: condividere
le battaglie di Palmarino Zoccatelli, una delle "bandiere" dell'integralismo
cattolico nostrano, e assieme a lui opporre il petto all'ultimo abominio
denunciato dall'associazione Famiglie e Civiltà in combutta con
il leghista della prima circoscrizione Maurizio Grassi: "Il ritorno
delle rivendicazioni degli omosessuali". Zoccatelli & Grassi si sono
scandalizzati perché la prima circoscrizione ha dato il patrocinio
a un ciclo di incontri con scrittori gay. Anzi, "sodomiti".
Per Palmarino & Grassi questa non è altro che "la rabbiosa
reazione della sinistra e dei circoli omosessuali che cercano di vendicarsi
della sconfitta rimediata in Consiglio comunale nel '95 quando venne bocciato
il riconoscimento delle coppie di fatto'. E siccome i due temono che ci
sia l'intenzione di far cancellare quelle mozioni, Zoccatelli ha scritto
al vescovo per ricordargli che Zanotto è cattolico e la sua amministrazione
si sta macchiando di "peccato contro natura". Grassi lo seguirà
fino in fondo. |
rassegna
stampa da L'Arena
Lunedì 17 Febbraio 2003
Alla libreria "Gheduzzi-Giubbe Rosse" il terzo incontro
della «Letteratura di notte»
Andrea Demarchi e le storie "oneste"
"Si possono ancora raccontare, grazie a maestri come Tondelli e Carver"
Com?é uno scrittore "sodomita"? Tenero, paziente, fragile
di una gioventù "passata, ma non trascorsa". Andrea Demarchi
è nella libreria Gheduzzi-Giubbe rosse per il terzo incontro della
serie "Letteratura di notte: scrittori gay a Verona" organizzata
dal Circolo Pink. Quelli che invocano su di lui (e su tutti noi lì
riuniti) i castighi biblici di Sodoma sono, invece, un gruppo di cattolici
integralisti autodefinitosi "Famiglia e civiltà" che
volantinano e si divertono a filmare chi entra in libreria. Ma ciò
non turba più di tanto la serata.
Nico Cattapan, che anche questa volta introduce lo scrittore di turno,
riassuma le domande che si sono affollate finora: esiste una letteratura
"gay"? E quale? Scritta da gay o sui gay? Ed è più
corretto usare la denominazione gay o omosessuale?
L’occasione per tentare, ancora una volta, una risposta è
fornita dall’antologia "Men on men" (Mondadori) in cui
Demarchi compare con il bel racconto "A letto con Gabri". Una
giovane coppia: Gabri e Sandro discute sul cinema e sul fatto di pensare
e di agire in modo onesto. Ma, innanzitutto, si possono ancora raccontare
storie "oneste"?
Andrea Demarchi è convinto di sì. E cita i suoi maestri,
prima di tutto Piervittorio Tondelli, e l’americano Carver. Poi
spiega la convinzione di quanto si deva la visibilità attuale raggiunta
dalla letteratura gay al lavoro di scrittori precedenti.
L’antologia di racconti "Men on men" ha modo di essere
adesso grazie agli «under venticinque» di Tondelli, a Busi
e Severini che hanno cominciato a parlare di omosessualità in maniera
dichiarata superando sia i sensi di colpevolezza che di trasgressione.
E prima ancora il merito va ad Arbasino che ha spostato il riflettore
dalla sofferenza di Pasolini a un modo più allegro e noncurante
de faire le choses, di prendere la vita e la "diversità".
Ma è stato davvero "diverso" per Andrea Demarchi pubblicare
in un testo dalla dichiarata specificità come "Men on men"?
"Il percorso è stato simile a quello di altre cose scritte",
ha raccontato il giovane, occhialetti e aspetto timido, qualche chilo
in più. «Certo, però, la collocazione nell’antologia
è eccezionale. Lo scopo è di monitorare la scrittura gay
con degli autori veri e propri, non con giovani che si cimentino raccontando
la loro esperienza. Ma non a caso Busi, Golinelli, Severini sono assenti
perché già considerati di una generazione letteraria precedente».
Alessandra Milanese
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