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Una
parola non e' mai innocua, nasconde sempre un modo di vedere la
realta'. Dietro una parola c'e' sempre una cultura; dietro un nome
ci puo' essere un pregiudizio. "Frocio" nel Medioevo era
l'appellativo per gli stranieri e i nemici;
"finocchio" era un modo per dire "senza valore";
"checca" indica una spiccata femminilita', ma ci sono i vari
"sodomita", "culattone", "recchione" che certo
non necessitano di commenti.
Il termine OMOSESSUALE e'stato coniato nel 1869 dallo scrittore
ungherese Benkert per indicare e dare dignita' a tutte le persone
attratte, dal punto di vista affettivo e sessuale, da individui
del loro stesso sesso.
Oggi
si distingue:
GAY riferito agli uomini, LESBICHE riferito alle donne.
Accanto al termine OMOSESSUALE esiste ovviamente il termine
ETEROSESSUALE per indicare persone attratte dall'"altro
sesso" ed il termine BISESSUALE per indicare persone
che hanno rapporti affettivi e sessuali sia con uomini che con donne.
Ovviamente non e' la pratica a fare la persona, ma l'inclinazione,
una spinta interiore, un modo di sentire.
TRAVESTITO si riferisce a uomini
(spesso eterosessuali) che sentono il bisogno di indossare abiti
femminili.
TRANSESSUALE,
invece, si riferisce a persone che cambiano il loro sesso mediante
un intervento chirurgico, ovvero donne che diventano uomini e uomini
che diventano donne.
TRANSGENDER, invece, e' un termine
recentissimo che definisce tutti coloro che non sentono di appartenere
in modo esclusivo e definitivo ne' ad un genere sessuale definito
ne' ad una preferenza che escluda le altre.
NATURA
O CULTURA?
Omosessuale si nasce o si diventa? Questo interrogativo se lo pongono
in molti. Poco importa se la tendenza omosessuale dipenda da qualche
ormone in eccesso o da una scelta culturale, l'importante viversi
bene, accettando la propria diversit come una naturale alternativa
ad un comportamento eterosessuale.
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