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Comunicato Stampa | Verona 30 Novembre 2016
Comunicato Stampa
Circolo Pink GLBTEQ Verona

#Welcome Refugees in Verona

Ieri una trentina di richiedenti asilo di nazionalità eritrea attualmente ospitati a Costagrande, sopra Avesa provincia di VR, hanno inscenato una protesta in città bloccando il traffico a Lungadige Pasetto.

Protesta originata dai ritardi con cui vengono gestite le richieste di ricollocamento in altri paesi europei. Il prefetto ha poi ricevuto una delegazione dei partecipanti alla protesta. Su L’Arena di oggi è uscita un’intera pagina sull’evento, un articolo di cronaca e uno di commenti. Si va da Flavio Tosi “Fuori dal programma di protezione e via da Verona chi occupa le strade” al suo ex partito, la Lega, con l’europarlamentare Lorenzo Fontana “Vanno denunciati e rimpatriati” e il segretario provinciale Paolo Paternoster che parla di “finti profughi” da Massimo Giorgetti, attuale Forza Italia “L’Italia non piace ai profughi? Ne siamo felici, andatevene pure” a Verona ai veronesi, vicina a Forza nuova, fino a Forza Nuova stessa e agli integralisti suoi alleati di Christus Rex “Oggi si dimostra l’impossibilità di integrazione da parte di centinaia di clandestini, ammassati in una tenuta collinare senza far nulla, in nome dell’accoglienza-business”.

Il Circolo Pink ritiene che i contenuti e i toni di tali esternazioni siano un abominio storico, politico, sociale e umano, che ricorda tempi tristissimi, e che sia assolutamente il caso di intervenire non solo nel merito, dato che le dichiarazioni riportate dal quotidiano locale dimostrano, oltre ad una buona dose di razzismo, anche un’estesa ignoranza, ma anche sul modo di fare informazione. Prendere in considerazione soltanto le opinioni della destra da Tosi, che per inciso sta facendo campagna per il sì ma su tali questioni torna all’ovile, in là verso destra, senza spiegare nulla dei meccanismi reali che governano a suon di legge queste situazioni significa non soltanto fare cattiva informazione ma quasi incitare a sentimenti di ostilità nei confronti di queste persone e delle istituzioni che le tutelano, impressione che ci sembra confermata dal tono dei commenti presenti sul web (per non parlare di quelli ascoltati nei bar cittadini).

Pensiamo invece che tra i doveri di chi svolge attività giornalistica ci sia anche quello di contribuire allo sviluppo di culture di civiltà, accoglienza, confronto, attenendosi al principio del diritto alla non discriminazione, come previsto anche dal codice deontologico della categoria.

Articolo Arena di Verona 30 Novembre 2016
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http://www.meltingpot.org/Verona-Protesta-dei-rifugiati-eritrei-la-relocation-non.html#.WEKU06LhA6g

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Comunicato Stampa | Verona 11 Ottobre 2016
Comunicato Stampa
Circolo Pink GLBTEQ Verona

La nuova sede di Christus Rex è comunale.

 

Ricordate il post che abbiamo fatto tempo fa sulla nuova sede di Christus Rex, gruppo integralista cattolico di Verone molto vicino a Forza Nuova, ora si scopre che la sede in cui stanno è comunale e che chi è tenutario dell’affitto non può subaffittare i locali ne gratis ne a pagamento.
Nell’articolo oggi su l’Arena si legge che la sede è stata data dal comune di Verona al Gruppo Sportivo Veterani Veronesi e che son loro ad ospitare Castagna e compagni.
All’inaugurazione della nuova sede c’erano anche vecchie conoscenze della politica veronese, proprio vecchie, Enrico Corsi (Lega Nord) e Luca Castellini (Forza Nuova) il tutto a testimoniare come siano stretti i rapporti fra gruppi di estrema destra, partiti e loro gli integralisti di Christus Rex. Ora ci si chiede cosa farà Tosi dato che un suo consigliere Giorgio Pasetto ha pure chiesto spiegazioni sulla nuova sede.
Questa è la solita storia veronese dove fascisti di ogni genere e integralisti vari hanno trovato terreno fertile per piantare radici e tanta agibilità politica, evidentemente i Veterano Sportivi Veronesi hanno molto in comune con Christus Rex e Forza Nuova.

Ieri sera c’è pure stata la comparsata demenziale in Sala dei Mutilati con il finto ambasciatore ONU Komof, Zelger e Zoccatelli, sabato prossimo a Tregnago concerto nazi rock dei Gesta Bellica presso il pub Sotto Sopra, un quadretto del territorio dal sapore vagamente fascio.
C’è chi dopo anni di lotta per acquisire diritti becca ancora denunce e chi dopo anni di politica di negazione ottiene pure la sede. NULLA DI CUI STUPIRSI SIAMO A VERONA.

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Comunicato Stampa | Verona 7 Ottobre 2016
Comunicato Stampa
Circolo Pink GLBTEQ Verona

#PinkArchivio
Palmarino Zoccatelli, a volte ritornano.
Un po’ di storia attraverso vari documenti.

 

Dalla carrellata di documenti che pubblichiamo possiamo capire quanto forte sia stato l’odio di Palmarino Zoccatellinei confronti delle persone gay, lesbiche e trans. Una avversione che parte dal lontano 1995, quando, con il suo gruppo “Famiglia e civiltà”, uno dei tre gruppi integralisti storici della città dell’amore attivo dal 1989, propugnava la“difesa della famiglia tradizionale e della civiltà cristiana”.

 1997 – Denuncia Zoccatelli
Il Circolo Pink (gruppo gay e lesbico veronese) cita in tribunale lo stesso Zoccatelli per gravi offese alla dignità omosessuale vincendo la causa passata ora in giudicato. Famose e pittoresche sono le prese di posizione degli integralisti cattolici contro i gay con messe riparatrici e vie crucis, manifestazioni che si svolgono puntualmente come contro manifestazioni a quelle gay e lesbiche.
2003 – Rassegna letteraria 
Palmarino Zoccatelli, presidente dell’associazione Famiglia e Civiltà, e Maurizio Grassi, consigliere della Prima Circoscrizione-centro storico di Verona, fanno una conferenza stampa con diffusione di volantini di stampo integralista cattolico contro l’iniziativa del Circolo Pink “Letteratura di notte” e contro il patrocinio dato dalla Prima Circoscrizione.
2005 – Manifestazione nazionale GLBT
In occasione della manifestazione nazionale “Ogni cittadinanza è possibile” son state ben tre le iniziative “di contrasto”: una tavola rotonda in Provincia, un sit-in di Forza Nuova in piazzale Cadorna e una Via Crucis di “riparazione al Gay Pride”. Il primo evento, organizzato da “Famiglia e Civiltà” in collaborazione col Gruppo consiliare provinciale Lega Nord-Liga Veneta Padania, è una sfilata di catto-leghisti in salsa integralista. Ci sono monsignor Ignacio Barreiro, responsabile dell’associazione “Vita umana internazionale”, l’onorevole Francesca Martini, accesa animalista che però toglierebbe la patria potestà alle donne rom, l’assessore provinciale alla Famiglia di Forza Italia Marialuisa Tezza (quella delle “Embrioniadi”), Flavio Tosi e il segretario provinciale Matteo Bragantini, ambedue sotto processo per violazione della legge Mancino per la campagna contro gli “zingari”, Alberto Benetti, consigliere comunale dell’Udc, e infine Palmarino Zoccatelli, presidente di “Famiglia e Civiltà”, moderatore.
2008 – Festa dell’Orgoglio GLBT
In una nota firmata dal presidente Palmarino Zoccatelli, Famiglia e Civiltà esprime «plauso e soddisfazione per la decisione dell’amministrazione di non concedere il permesso al circolo». «Auspichiamo», prosegue la nota, «che questa decisione sia di esempio anche per altre amministrazioni nel dire no alle arroganti pretese di questi gruppi».
2013 – Disegno di legge contro i reati di omofobia
Palmarino Zoccatelli (diventato consulente del sindaco Tosi e presidente di Famiglia e Civiltà, nota associazione catto-integralista) scrive, con l’appoggio di Christus Rex, una lettera ai senatori in merito al Ddl sull’omofobia, invitandoli a non far passare il disegno di legge in quanto “grave responsabilità verso Dio”.
Andiamo per ordine con un po’ di documenti che testimoniano come Zoccatelli sia stato attivo negli anni passati contro le persone gay, lesbiche e trans.
1- Pasque Veronesi 2006 – una foto di Zoccatelli alla Manifestazione “storica” a Verona. Erano presenti anche Flavio Tosi – sindaco di Verona – , Amos Spiazzi – coinvolto nelle inchieste sugli ambienti legati all’estrema destra eversiva – , Matteo Bragantini – parlamentare leghista.
2- Volantino integralisti – uno dei volantini integralisti che Famiglia e Civiltà produsse e diffuse nel 1995.
3- Articolo Zoccatelli – qui mette in relazione omosessualità e pedofilia, gli costò poi una denuncia.
4- Integralisti condanna – articolo sulla condanna di Zoccatelli dopo la denuncia del Circolo Pink.
5- Integralisti-notizie-1 – bollettino di Famiglia e civiltà.
6- Integralisti-notizie-2 – altro bollettino di Famiglia e civiltà, dove si plaude alle mozioni omofobe del 1995.
7- Passi SENTENZA condanna in primo grado.
8- Condanna Zoccatelli – dispositivo della condanna definitiva per Zoccatelli; al Circolo Pink deve 15.000,00 euro.
9- Integralisti famiglia – articolo che testimonia come Famiglia e civiltà risultasse nell’elenco delle associazioni per la consulta comunale della famiglia.
10- Articolo Letteratura di notte.
11- Comunicato stampa di Famiglia e Civiltà circa la lettera inviata ai Senatori della Repubblica Italiana sulla proposta di legge contro l’omofobia.
12- Comunicato di Famiglia e civiltà sul no al Pride del 2015 a Verona. Anche qui si parlava di ideologia “gender”, la stessa di cui

Zoccatelli discuterà lunedì prossimo a Verona. Zoccatelli sarà presente alla prossima conferenza No-GENDER di lunedì prossimo a Verona. Ospite della serata Alexej Komov, rappresentante del World Congress of Families, un’organizzazione internazionale che ha come scopo la difesa della cosiddetta “famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna”.

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Comunicato Stampa | Verona 1 Marzo 2016

Comunicato Stampa
Circolo Pink GLBTEQ Verona

Ordinanza n.10 del 26/2/2016
Oggetto: misure urgenti per contrastare il degrado urbano, l’attività dedita all’accattonaggio e alcuni connessi fenomeni illegali in occasione di alcune manifestazioni cittadine di imminente programmazione

Il sindaco Flavio Tosi scodella l’ultima “perla”, con buona pace di Pasolini.

 

Da 25 a 500 euro di multa, con riduzione a 50 euro se pagata entro 60 giorni, per chi viene “cuccato” dalla polizia municipale mentre dà soldi a un “accattone”. Premio di consolazione: il denaro sarà devoluto ai Servizi sociali del Comune per costruire “percorsi a lungo termine di contrasto alla povertà” (no comment).
E’ questa l’ennesima, risolutiva trovata del Comune di Verona per combattere il fenomeno dell’accattonaggio in centro storico, fonte di degrado per una città turistica che offre numerosi appuntamenti e iniziative, nell’ordine e, come scritto nell’ordinanza, a titolo “esemplificativo”: Progetto Fuoco, Mostra scambio del giocattolo d’epoca,  Mostra mercato del disco e del fumetto, Premio Enologico Internazionale “5 Star Wines”, Opera Wine, Enolitech, Sol & Agrifood, e in particolar modo il Vinitaly 2016. Che dire a parte evviva Oliviero Toscani? Oppure domande: se dò un soldo in chiesa al momento delle offerte, vengo sanzionato? Se una persona entra in un luogo chiuso e chiede l’elemosina la si può dare senza essere multati? Se al posto dei soldi sostengo “l’accattone” con un panino o una scatola di biscotti è da ritenersi anche questo sostegno “all’accattonaggio”?

Ovviamente il territorio colpito da tale ordinanza è circoscritto ad alcune aree della città, non tutti i quartieri sono compresi, volendo si può dare un obolo per strada uscendo dalle aree previste nell’ordinanza. Ma allora è l’ennesimo atto di un sindaco che vuole “ripulire” il centro così da difendere il “buon nome” della città, mentre ad esempio in Borgo Roma, che non è sede di manifestazioni prestigiose, là l’elemosina o meglio la “carità” (citiamo dall’ordinanza) si può fare.

Altra domanda, che senso ha un’ordinanza del genere? Da quello che si legge sembra che incentivare “l’accattonaggio” sia solo un modo per incrementare la criminalità in città. Ma Flavio Tosi ritiene veramente che sia questo il nuovo fenomeno criminale da combattere? Davvero pensa che la repressione sia uno strumento efficiente e gradito ai cittadini che nel 2017 andranno al voto per le amministrative? O è il classico caso “un colpo al cerchio e uno alla botte”, vista la deflagrazione dei suoi rapporti con la Lega? Non sarà invece l’ennesima trovata per distrarre l’attenzione dei cittadini da altre questioni ben più gravi, che, quelle sì, meriterebbero l’impegno del primo cittadino?
Dall’ultima situazione di criticità estrema che ha colpito i lavoratori del Teatro Filarmonico e della Fondazione Arena a quella dei tanti lavoratori dell’aeroporto Catullo o delle industrie metalmeccaniche cittadine, per non parlare delle “grandi opere”, filobus, traforo, cartiere, su cui sono state spese milionate di euro e tonnellate di parole, non sarebbero questi i temi su cui lavorare per il “decoro”, quello vero, della città?

Naturalmente l’invito è alla disobbedienza ma non solo, e qui ci rivolgiamo anche ad altre realtà associative, lanciamo la proposta di stilare, come previsto dall’ordinanza stessa entro il termine di 60 giorni dalla pubblicazione del provvedimento all’Albo Pretorio, un bel ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale oppure, entro 120 giorni, al Presidente della Repubblica.

ordinanza 10 del 26 feb 2016
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Comunicato Stampa | Verona 21 Gennaio 2016

Comunicato Stampa
Circolo Pink GLBTEQ Verona

Le istigatrici della famiglia “naturale”.

 

Domenica 24 gennaio alle 17.00 circa tornano in piazza Bra, con il loro “violento” silenzio, le Sentinelle in piedi. Diamo gli orari per chi volesse andare a fischiarle.
Non a caso le difensore della “famiglia naturale” hanno scelto il 23 e il 24 per manifestare in una quarantina di piazze italiane. Il 23 gennaio infatti in tantissime città si svolgeranno iniziative a favore dell’approvazione della legge sulle unioni civili, l’ormai famoso ddl Cirinnà: ecco il motivo della levata di scudi del movimento integralista delle Sentinelle. Ma non ci saranno solo loro a manifestare contro il diritto di cittadini e cittadine ad usufruire di una legge sulle unioni civili: il 30 a Roma ci sarà l’ennesimo Family Day, con la benedizione di papa Bergoglio, che da una parte si cosparge il capo di cenere e si chiede chi è lui per giudicare una persona omosessuale, dall’altra sostiene la linea più integralista della sua curia, quella di Bagnasco, appoggiando  il Family Day. Chi è stato alla precedente edizione lo descrive come una piazza assolutamente priva di significato, con zero contenuti, molte persone portate solo per riempire la piazza senza sapere per cosa si manifestava, pecoroni che servono alla gerarchia vaticana per giustificare l’ingerenza nello stato laico.E’ di oggi la notizia che una delegazione della giunta Zaia, Regione Veneto, sarà al Family Day; del resto sono note le posizioni integraliste cattoliche di Stefano Valdegamberi (consigliere regionale della giunta Zaia) e di Elena Donazzan (assessore regionale all’Istruzione), schierati apertamente in quella che ormai viene chiamata la guerra al Gender, con la fantomatica teoria secondo la quale una “lobby gay” vorrebbe distruggere la famiglia tradizionale eterosessuale (e, si suppone, regolarmente sposata in chiesa).A Verona le “care” Sentinelle saranno sempre in silenzio con libri e passeggini, nonni, padri e madri, oltre purtroppo a molti giovani. Un movimento trasversale con stretti legami con la destra estrema e vari personaggi istituzionali, primo fra tutti quello Zelger, consigliere comunale ex lista Tosi, che nel 2014 ha fatto passare un ordine del giorno in cui si chiede al sindaco di vigilare per impedire l’entrata nella scuola pubblica di contenuti che promuovono la cultura della differenza. Non possiamo dimenticare il vescovo di Verona Giuseppe Zenti, anche lui molto vicino ai movimenti integralisti cattolici, che ultimamente ha licenziato il suo fedele segretario nonché direttore di Verona Fedele, organo di stampa della Curia, don Bruno Fasani, reo di aver criticato la decisione del vescovo di appoggiare apertamente Monica Lavarini, iscritta nelle liste elettorali di Zaia alle ultime elezioni regionali.

Un dato è certo: l’inquietante pacifica “violenza” delle Sentinelle non aiuta a far sì che anche le persone gay girino tranquille mano nella mano per le vie della città, basti ricordare l’aggressione subita la notte del 31 dicembre 2015 da Piermario, ragazzo gay picchiato all’uscita dal lavoro da due personaggi non ancora identificati. Tutto questo si muove a Verona, baluardo della famiglia “naturale”, culla di molte violenze casalinghe e aggressioni in strada. Dicevamo all’inizio che diamo indirizzo e orario non tanto per far pubblicità al medio evo messo in scena in Bra ma casomai per andare a contestare e fischiare, stando sempre attenti a non beccarsi una denuncia, come quelle rimediate da molti esponenti della resistenza antifa e antiomofoba di Verona. Il presidente del Pink Gianni Zardini è stato denunciato già due volte per manifestazione non autorizzata, insieme ad altre e altri: a Verona andare in piazza a contestare chi vuole limitare i diritti civili è reato. Le Sentinelle che apparentemente non fanno nulla ma si battono affinché i politici che ci governano non approvino une legge necessaria hanno diritto a manifestare solo perché hanno chiesto e ottenuto un’autorizzazione.
Ultima chicca che ha lasciato tutti atterriti, sempre sul fronte del ddl Cirinnà: un senatore del Pd, tal Gianpiero Dalla Zuanna, ha depositato un emendamento che punirebbe con 12 anni di carcere chi ricorrerà all’utero in affitto all’estero, la cosiddetta maternità surrogata. Potremmo dire a questo punto ARRESTATECI TUTT*.
Il Circolo Pink di Verona

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Comunicato Stampa | Verona 15 Gennaio 2016

Comunicato Stampa
Circolo Pink GLBTEQ Verona

Aggressione o rissa? A Verona si preferisce negare che sia stata omofobia.

 

Spesso a Verona, quando una persona viene aggredita e si ritrova nella situazione di doversi difendere, succede che il fatto viene spacciato come una rissa tra ubriachi o fra immigrati o fra opposte fazioni, tipo la destra e la sinistra che se le danno di santa ragione.

Tutto ciò fa molto comodo ma spesso la verità è un’altra; non di rissa si tratta ma di vera e propria aggressione come quella subita da Piermario, gay veronese, aggredito insieme al compagno nella notte di San Silvestro in pieno centro a Verona mentre usciva dal posto di lavoro. Una rissa, di questo si parla sulla prima pagina del giornale l’Arena di Verona, una frase ripresa dal discorso fatto dal titolare dell’Hotel Verona, Enrico Perbellini, che ha consegnato i filmati delle telecamere che mostrano l’aggressione e non la rissa ai carabinieri.
Si fa fatica ancora a parlare di aggressioni omofobe in questa città, eppure ce ne sono state parecchie in anni passati ma anche recentemente; è nota la vicenda del ragazzo pestato a Bussolengo nel 2014 o la bravata violenta ai danni delle trans in Zai, dove un gruppo di balordi si è divertito sparando con un fucile ad aria compressa nel 2013.

Una riflessione va fatta tutte le volte che succedono fatti del genere, mentre si preferisce negare che in questa città possano succedere fatti violenti e a sfondo omo-transfobico.
Meglio non dire, non parlare in una città che non ha saputo accogliere le diversità, non solo gay lesbiche e trans ma anche le comunità rom e le culture differenti da quella dominante.
Ci chiediamo che senso abbia sbattere in prima pagina del giornale più letto in città la frase che è stata una rissa e non una aggressione omofoba, impariamo a chiamare le cose con il loro vero nome. Probabilmente c’è sempre la solita regia dietro un’informazione che spesso è stata distorta e manovrata per non dare il giusto peso a fatti molto gravi.

Siamo alla vigilia del dibattimento in parlamento del DDL Cirinnà e il mondo cattolico dentro e fuori i partiti si sta scatenando contro una legge sulle unioni civili, una legge per tutte e tutti, non solo per gay lesbiche e trans. Intanto le aggressioni continuano, segno che serve un vero cambio culturale e percettivo delle diversità di genere. Sappiamo che una legge non risolve ma aiuta molto questo cambio culturale ed epocale a patto che sia una legge limpida e di pieno riconoscimento dei diritti delle persone e delle coppie gay lesbiche e trans, adozioni comprese.

A Piermario va tutta la nostra vicinanza e solidarietà. Non mollare

http://www.larena.it/territori/citt%C3%A0/gay-picchiato-br-i-filmati-al-setaccio-br-dei-carabinieri-1.4571074?refresh_ce#scroll=1064

http://www.larena.it/territori/citt%C3%A0/durante-la-notte-br-di-capodanno-br-pestato-perch%C3%A9-gay-1.4568899

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Comunicato Stampa | Verona 20 Dicembre 2015

Comunicato Stampa
Circolo Pink GLBTEQ Verona

La coscienza dei diritti passa per la scuola. 

 

IN VENETO SI CELEBRA “LA FESTA DELLA FAMIGLIA NATURALE” QUALE?

Il, 23 dicembre 2015, è l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze natalizie 2015. Per la Regione Veneto è anche la “Festa della famiglia naturale”, istituita un anno fa, nel 2014, a seguito dell’approvazione in consiglio regionale di una mozione chiaramente omofoba (n. 270, prima firmataria Arianna Lazzarini).

Nel luglio del 2013 il consiglio comunale di Verona ha approvato la cosiddetta “mozione Zelger”, che invita, tra l’altro, a segnalare i docenti e le scuole dove si fa educazione sessuale parlando anche di orientamento sessuale e identità di genere.

E poi decine di convegni contro la fantomatica e mai esistita teoria del “gender”, con patrocinii e sale concesse dalle istituzioni, conferenze nelle parrocchie e via dicendo. Non vi è dubbio che il 2016 potrebbe essere dedicato non alla lotta contro l’omo/transfobia, come più volte raccomandato dalle istituzioni europee, ma all’omofobia e all’odio verso le diversità assunti in Veneto e a Verona come “valore”.

Ci siamo opposti a tutto questo con manifestazioni e presìdi, siamo state e stati a protestare contro la presenza delle “Sentinelle in piedi” nelle nostre piazze, mentre la città continua ad essere una delle preferite dei movimenti neo nazisti come Forza Nuova, che ha sfilato per le vie di Verona sabato 19 dicembre. Forse la legge Scalfarotto, che estende i reati di opinione anche all’ambito dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, non verrà mai approvata perché i poteri forti del Vaticano non lo permetteranno.

Ma pensiamo comunque, aldilà dell’approvazione o meno di una legge del genere, dell’introduzione o meno dei diritti per le coppie di fatto, omosex o etero che siano, che la battaglia sia sì politica ma che debba essere concentrata sullo sviluppo di una reale coscienza civile nelle giovani generazioni.

Invitiamo quindi studenti, docenti, dirigenti scolastici e tutti coloro che si occupano di educazione e formazione a “disobbedire” alla mozione n. 270 della Regione Veneto che ha istituito la “Festa della famiglia naturale”, di cui citiamo un passo che ci sembra rivelatore: “Il provvedimento impegna la Giunta anche a sostenere presso il Governo centrale la volontà di non applicare il documento standard per l’educazione sessuale in Europa, redatto dall’ufficio europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità”.

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Comunicato Stampa | Verona 17 Dicembre 2015

Comunicato Stampa
Circolo Pink GLBTEQ Verona – Osservatorio Antirazzista Veronese Rifondazione Comunista di Verona

A Verona si concede di nuovo agibilità e visibilità politica ai neofascisti.

In rete una petizione per lo scioglimento di tutte le organizzazioni neofasciste e neonaziste

Sabato 19 dicembre i neofascisti di Forza Nuova marceranno nel centro di Verona con il pretesto di una manifestazione contro la Nato e contro la Turchia per una “Europa libera, armata e sovrana”. Nonostante il travestimento con le annunciate “camicie bianche”, forse toccherà assistere alla consueta sfilata condita di slogan inascoltabili e saluti romani, se non di peggio, o forse l’approssimarsi delle elezioni amministrative consiglierà modi più cauti.

Sta di fatto che il centro della città sarà percorso dai camerati delle “sezioni forzanoviste del Nord Italia”, allietate dal comizio finale di Roberto Fiore “presidente dell’APF e segretario nazionale di Forza Nuova”, dove per APF si intende il partito “paneuropeo” Alliance for Peace and Freedom e per Fiore si intende l’ex terrorista di Terza Posizione, latitante in Inghilterra per sfuggire ai mandati di cattura nell’ambito delle indagini sulla strage di Bologna assieme al defunto Massimo Morsello, con cui nel 1997 fonderà Forza Nuova. I due saranno poi condannati, Fiore a 5 anni e 6 mesi per associazione sovversiva e banda armata, Morsello a 8 anni e 2 mesi. Ma la storia del filo nero che unisce l’organizzazione neofascista a gruppi eversivi di estrema destra operanti in Europa sarebbe lunga da scrivere.

Del resto, nel nostro piccolo, l’attuale segretario locale di Forza Nuova, Luca Castellini, è stato recentemente condannato per l’aggressione compiuta nel 2001 ai danni di alcuni esponenti del Circolo Pink, tra cui Gianni Zardini e Roberto Aere, allora candidato al Senato per Rifondazione comunista. Compare anche tra gli indagati per l’aggressione ad Adel Smith e al suo collaboratore durante una trasmissione di Telenuovo nel gennaio 2003. Nel luglio scorso ad Avesa, durante lo svolgimento delle manifestazioni concomitanti di Lega Nord e Forza Nuova contro l’accoglienza dei profughi, Castellini ha guidato i suoi camerati, con la condiscendenza delle forze dell’ordine, prima in piazza per litigare con i leghisti, poi ai cancelli della tenuta di Costagrande, in cui sono ospitati i richiedenti asilo (vedi http://video.corrieredelveneto.corriere.it/verona-lega-forza-nuova-litigano-loro/e54a911a-2f86-11e5-bbce-9fe37598c008?refresh_ce-cp).

La formazione di estrema destra compare anche nell’avviso di conclusione delle indagini sul favoreggiamento della fuga a Londra di Federico Perini e Nicolò Veneri, in seguito condannati per l’omicidio Tommasoli; gli indagati sono Stefano Torre, Filippo Bodini e Samuele Maffizzoli, tutti vicini a Forza Nuova e agli ultras della famigerata Curva Sud dell’Hellas Verona.

A Verona Forza Nuova gestisce il club “The Firm”, dove, oltre al negozio di merchandising per tifosi “Il Movimento”, si ascoltano concerti delle varie band nazirock e si seguono, ovviamente, le partite della squadra locale; allo stesso indirizzo anche la sede provinciale di FN. Attività che hanno permesso al gruppo neofascista di radicarsi tra i giovani e di infilarsi anche nelle proteste dei “forconi” di un paio d’anni fa, riuscendo persino a organizzare (anonimamente) due cortei studenteschi cittadini. Evidentemente la disinformazione che ormai dilaga anche sui media non solo a proposito delle gesta dei gruppi neofascisti ma anche e soprattutto sui legami tra questi e personaggi istituzionali – tra cui anche il sindaco Flavio Tosi, da sempre vicino alla destra radicale ma attualmente in fase di “restyling” – ha permesso e permette la strumentalizzazione delle proteste di ignari cittadini.

Augurandoci che il corteo di sabato prossimo non rispetti questo scenario partecipativo, segnaliamo la presenza in rete di una petizione promossa, tra gli altri, da varie sezioni dell’ANPI della Lombardia, dalla FIOM e dai vari osservatori antirazzisti e antifascisti operanti nel territorio del Nord Italia, in cui si chiede ai rappresentanti del governo italiano “l’immediato scioglimento di tutte le organizzazioni neofasciste e neonaziste, da Forza Nuova a Casa Pound […] che traggono ispirazione dal passato ventennio mussoliniano come dal nazismo e che assumono come modelli di riferimento organizzazioni terroristiche e antisemite dello scorso secolo, come la Guardia di Ferro rumena e Le croci frecciate ungheresi”, ricordando che “la stessa Corte di Cassazione, l’8 gennaio 2010 (sentenza 19449 Quinta sezione penale), riguardo Forza nuova, ribadiva la natura «nazifascista» dell’organizzazione”.

Per firmare la petizione: http://www.change.org/p/diretta-al-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-al-presidente-del-senato-pietro-grasso-alla-presidente-della-camera-laura-boldrini-per-la-messa-fuori-legge-di-tutte-le-organizzazioni-neofasciste-e-neonaziste

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Comunicato Stampa | Verona 22 Marzo 2015

Comunicato Stampa
Circolo Pink GLBTEQ Verona

Parrocchie e Curia veronese in prima fila contro le persone GLBT.

#‎OMOFOBIA #‎ALPO #‎VERONA #‎CHIESACATTOLICA

Anche alla parrocchia dell’Alpo, in provincia di Verona, si organizzano incontro omo-trasfobici usando sempre in pretesto del teoria del Gender.

Ormai è diventata una moda organizzare incontri in parrocchia, moda pericolosa e fortemente discriminatoria contro le persone GLBT, dalle sedi istituzionali siamo passati alle sedi religiose con l’avvallo della curia veronese. Gli incontri sono ben frequentati dai parrocchiani indottrinati sui pericoli della “teoria del gender” il titolo del prossimo incontro di mercoledi 25 Marzo è molto indicativo suo terrorismo psicologico che viene puntualmente fatto, manca sicuramente tanta informazione.

Gli incontri sono pubblicizzati su Verona Fedele il settimanale cattolico di informazione veronese.
http://www.veronafedele.it/Parrocchie/Ad-Alpo-tre-incontri-per-essere-Sale-della-terra

Questi i titoli e le date, uno cè già stato:

18 marzo 2015
“Non c’è più la famiglia di una volta! I diversi tipi di unioni familiari sono tutti equivalenti fra loro e meritevoli di riconoscimento giuridico?”

25 marzo 2015
“(D)istruzione Gender. Chi educa mio figlio? La teoria Gender entra nelle scuole e noi non lo sappiamo. Come difendersi?”

Ma non solo incontri nelle parrochie.
Giovedi 9 aprile 2015 alle ore 20.45 presso
VirtusCinema a Sommacampagna (VR) il prof. Massimo Gandolfini (Neurochirurgo d Psichiatra direttore del Dipartimento di Neuroscienze della Fondazione Poliambulanza di Brescia) parlerà di “Ideologia del gender: attacco all’uomo e alla famiglia” Massimo Gandolfini è anche vicepresidente nazionale dell’Associazione Scienza&Vita

http://www.poliambulanza.it/personale_medico/gandolfini-massimo

 

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Comunicato Stampa | Verona 16 Marzo 2015

CIRCOLO PINK GLBTQE VERONA
Comunicato Stampa

Verona – Frocerossine in Piedi VS Sentinelle in Piedi

L’omo-bi-transfobia è una malattia e va “curata”

Ieri pomeriggio, domenica 15 Marzo, la piazza centrale di Verona, Piazza Bra’, ha ospitato le “Sentinelle in Piedi”: un gruppo di persone che solitamente si dispone in file distanziate di qualche metro, occupando una piazza della città e con un libro nelle mani, leggono per un’ora o si presume che lo facciano, in silenzio.
In questo modo intendono manifestare il loro dissenso contro tutto ciò che va contro la famiglia naturale e tradizionale, sono contro altri tipi di famiglie soprattutto dello stesso sesso.
Attraverso questa loro modalità apparentemente “pacifica”, e anche abbastanza amorfa, contribuiscono a diffondere messaggi razzisti e omo-bi-transfobi. Il loro scopo è far si che non venga approvata una legge contro l’omofobia.
Per questo ieri pomeriggio in piazza Brà ad accogliere le Sentinelle in Piedi erano presenti le “Frocerossine in Piedi”: una sessantina di attivisti con camici da infermieri e tute anti-virus pronti a “curare” tutte queste persone “malate di omofobia”, il messaggio portato in piazza è stato molto ironico e di affermazione del diritto all’autodeterminazione delle persone gay, lesbiche, trans e non solo.
Le Frocerossine si sono ritrovate alle 17.00 nel luogo del “contagio”, Piazza Bra. Le Sentinelle avevano il loro appuntamento alle 17.30 ma sono rimaste un po’ spiazzate nel vedere le Frocerossine che occupavano il loro posto. La polizia decide quindi, visto che i pazienti non sembravano intenzionati a lasciarsi “curare”, di spostarle dall’altra parte della piazza sotto un palco appena montato per una iniziativa di Karaoke.
Le Sentinelle vengono rinchiuse dalla polizia in un recinto per impedire alle Frocerossine di mescolarsi fra di loro, bloccando ogni accesso alla loro manifestazione blindandole in piazza, così facendo le ha isolate completamente dal resto della città.
Le Frocerossine però non si son arrese e dopo esser state bloccate dalla polizia per aver tentato di seguire il virus per “curarlo”, hanno dato vita ad un corteo spontaneo in Piazza Brà con ripetuti tentativi di avvicinarsi ai pazienti e iniziare la terapia, ma senza successo, a causa dell’eccessivo spiegamento di forze dell’ordine e della ritrosia delle Sentinelle a farsi “curare”.

Anche ieri pomeriggio le Sentinelle non hanno avuto agibilità politica in piazza a Verona e grazie all’intervento delle Frocerossine il loro virus è stato momentaneamente isolato. Ci si aspetta però un possibile ritorno del virus nei prossimi mesi. Per cui occhi aperti e camici alla mano!Nessuno spazio a razzismo e omo-bi-transfobia!
Non ci servono sentinelle!Circolo Pink Verona
Laboratorio Autogestito Paratodos

Articolo l'Arena di Verona

Articolo l’Arena di Verona

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Comunicato Stampa | Verona 10 Marzo 2015

CIRCOLO PINK GLBTQE VERONA
Comunicato Stampa

Un ciuccio per Adinolfi nella settimana di “Passione”

Ma cosa sta succedendo a Verona?
Si fa pubblicità a Mario Adinolfi e alle Sentinelle in Piedi usando anche i bambini dell’asilo (vedi volantino)

Il prossimo fine settimana Verona sarà il centro dell’integralismo cattolico italiano e non solo.
Fra il 14 e il 15 marzo si concentrano infatti diversi appuntamenti di ispirazione catto-fascista e in difesa della famiglia naturale. Visto che a Verona c’è sempre più spazio per attuare progetti discriminatori e rafforzare alleanze fra gruppi integralisti cattolici come Christus Rex e i neofascisti di Forza Nuova, i due gruppi presenteranno insieme un libro “Fascismi” (sabato 14 al “The Firm”, zona industriale).

Sempre sabato 14 arriva a Verona, all’Auditorium Verdi presso la Fiera di Verona, anche Mario Adinolfi, giornalista ex Pd, ora direttore del quotidiano “La croce”. Questo nuovo paladino e difensore della famiglia naturale sarà in città per l’incontro Voglio la mamma. Le persone non sono cose. I figli non si pagano. Ma chi paga la sala in Fiera ad Adinolfi? La casa editrice o qualche appoggio politico e/o religioso veronese? E chissà se Flavio Tosi ci andrà, dato che è stato invitato.

Ma non è tutto. Domenica 15 marzo ci son pure le amatissime (da Zelger) Sentinelle in Piedi in piazza Bra, ormai un appuntamento fisso con l’integralismo dal basso. Una volta si parlava di “democrazia dal basso”, oggi possiamo dire che anche l’integralismo cattolico si è “evoluto”, non è più solo appannaggio di poche associazioni o gruppi ma, grazie alla teoria del “gender” (di cui dubitiamo venga compreso il significato), si è trasformato diventando un fenomeno di massa e per questo ancora più pericoloso.

Dulcis in fundo, ma tanto in fondo, il 9 aprile, a resurrezione avvenuta, il prof. Massimo Gandolfini, neurochirurgo e psichiatra, direttore del Dipartimento di Neuroscienze di Brescia, al cinema di Sommacampagna intratterrà il pubblico su “Ideologia gender: attacco all’uomo e alla famiglia”

Entrando a questo riguardo nei particolari di una vicenda che ha dell’incredibile, di cui per ovvi motivi siamo costretti a parlare genericamente, siamo venuti a conoscenza del seguente fatto: in una scuola materna privata di ispirazione cattolica, dipendente dalla parrocchia di Lugagnano di Sona (VR), si distribuiscono volantini che pubblicizzano l’incontro con Mario Adinolfi, la manifestazione delle delle Sentinelle in Piedi e l’evento di Sommacampagna, con relatore il prof. Gandolfini.
La parrocchia di Lugagnano, che già distribuiva questi volantini attraverso i propri canali classici, ha pensato bene di usare anche la scuola materna come mezzo pubblicitario. La direzione dell’asilo ha accettato di inserire i suddetti stampati fra le comunicazioni, poste in una busta sulla parte interna della porta di ogni classe, che vengono prelevate dai genitori e portate a casa (solitamente si tratta di inviti a compleanni o festicciole).
Questa vicenda ci è stata raccontata da un padre che si è visto recapitare a casa, insieme a moglie e figlia, il volantino che qui pubblichiamo. 

Domanda: ma Adinolfi, Sentinelle in Piedi e il prof. Gandolfini hanno così bisogno di un asilo per farsi pubblicità? Come mai la dirigenza dell’asilo ha accettato di distribuirli sorvolando sull’evidenza che bambini molto piccoli diventassero veicoli pubblicitari di iniziative cattoliche integraliste?

Non bastasse, nel frattempo stanno arrivando messaggi e-mail ai consiglieri comunali per invitarli all’incontro con Adinolfi (a piè pagina il testo dell’invito).

Quindi non sono solo i parroci che organizzano incontri in difesa della famiglia naturale, ora ci provano anche gli “intellettuali” e i professori. Lo scopo di un tale attacco generalizzato al sapore di crociata è probabilmente sempre quello, non permettere l’approvazione della legge contro i reati di omo-transfobia e, di conseguenza, il riconoscimento di altr* modelli di famiglie.

A tutti questi egregi “signori”, paladini e difensori della famiglia naturale, peraltro luogo di infelicità e violenze (vedi rapporto 8 marzo sulla violenza domestica), possiamo solo dire: noi ci siamo.

Mail arrivata ai consiglieri comunali:

———- Messaggio inoltrato ———-
Da: segreteria.vlmvr <vogliolamamma.vr@gmail.com>
Date: 9 marzo 2015 14:05
Oggetto: Invito incontro con Mario Adinolfi
– sab 14 marzo in Fiera
A:Gent.

consigliere,
speriamo di farLe cosa gradita, invitandoLa all’incontro con Mario Adinolfi, direttore del quotidiano La Croce, che si terrà all’Auditorium Verdi della Fiera di Verona, viale del Lavoro 8, sabato 14 marzo, alle ore 15.30.Il titolo dell’incontro è Voglio la mamma. Le persone non sono cose. I figli non si pagano, e vuole mantenere alta l’attenzione sulle pratiche contrarie al rispetto della vita e dell’identità maschile e femminile che oggigiorno stanno prendendo piede a livello politico, legislativo e socio-culturale, nonché scientifico.Pensiamo che su queste tematiche si possa convergere da parte di personalità del mondo politico di diverso orientamento, dal momento che si tratta di ribadire non questa o quella posizione politica, ma la stessa grammatica dell’umano. Si tratta, riteniamo, di difendere i cardini di una visione corretta e razionale della generatività e sessualità umana.

Grati per la Sua partecipazione,
La salutiamo distintamente.
Voglio la mamma

Il volantino distribuito in asilo

Il volantino distribuito in asilo

Il volantino dell'iniziativa di FN e Christus Rex

Il volantino dell’iniziativa di FN e Christus Rex

Volantino iniziativa Adinolfi

Volantino iniziativa Adinolfi

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Comunicato Stampa | Verona 6 Febbraio 2015

Il Vangelo e le liturgie o la fede stessa sembra non bastino più.
Ora le chiese vengono riempite da argomenti quali l’omosessualità e la possibilità di “guarirne”

A nostro modo di vedere quando una parrocchia, in questo caso quella di san Giovanni  Battista a S. Giovanni Lupatoto in provincia di Verona, organizza incontri riempiendo la chiesa su argomenti quali la lotta all’omosessualità, ospite il solito Luca Di Tolve noto per la sua “conversione” da gay a etero, qualcosa non va. Qualcosa nel messaggio cristiano si è definitivamente perso, per riempire i banchi e avere ancora consensi si fa crescere l’odio contro noi gay, lesbiche e trans.

L’incontro con Luca di Tolve di lunedì 2 febbraio scorso rientra in una serie di tre incontri, tema la teoria del “gender”, organizzati da Maria Luisa Tezza dei Giuristi per la Vita, già nota per le sue posizioni integraliste, antiabortiste e contrarie ai diritti di donne e omosessuali. Il prossimo incontro sarà lunedì prossimo, 9 febbraio, ospite l’avv. Gianfranco Amato, presidente di Giuristi per la Vita, anche lui noto per le sue posizioni contro le persone omosessuali, già ospite in Gran Guardia a Verona nei mesi scorsi.

E’ chiaro, e lo stiamo dicendo da tempo, che dietro a tutto ciò si nasconde un disegno ben più ampio contro noi GLBT, anche in contrapposizione con le posizioni di apertura di papa Bergoglio. Se si arriva ora a non usare più le sedi istituzionali ma le chiese, si vede che si è arrivati proprio a raschiare il fondo del barile.

Come la Dc nei decenni passati raccoglieva voti nelle chiese, così ora le parrocchie e la Curia di Verona hanno bisogno di crearsi consensi cavalcando temi come la lotta all’omosessualità o citando come male assoluto la legge Scalfarotto contro l’omofobia – come ha fatto la signora Tezza lunedì scorso a S. Giovanni.

Non ci soffermiamo sulle argomentazioni del Luca di Tolve di turno o su quelle della Tezza o su quelle che porterà l’avv. Amato lunedì prossimo, le conosciamo a memoria ormai. Quello che ci colpisce è il fatto che un parroco, in questo caso don Mauro Bozzola della parrocchia di san Giovanni Battista, accetti di ospitare incontri e argomenti come questo. Ma don Mauro non pensa al danno che può causare su noi gay, lesbiche e trans?

Come fa un “uomo di fede o di Cristo” a scagliarsi contro persone che spesso son colpite da continue violenze psicologiche e fisiche, in famiglia, al lavoro, a scuola?  A noi pare che incontri come questi servano solo ad “armare” le persone presenti contro noi gay, lesbiche e trans, ad agitare davanti ai genitori lo spauracchio della “malattia” contro una possibile omosessualità o transessualità dei loro figli e figlie. Questo per noi è preoccupante e chiediamo che incontri come questi non vengano più fatti.

Invitiamo ad una seria riflessione don Mauro (e non solo lui) ponendo una domanda:
PERCHE’ avete bisogno di fare ciò, cosa vi porta, cosa ci guadagnate? Ma non sarebbe meglio che questi parroci badassero alla loro parrocchia praticando, soprattutto in questi tempi di crisi e di povertà anche culturale, la carità cristiana invece che fomentare odio contro di noi? Questo vorremmo sapere da don Mauro e magari anche dal vescovo Zenti, noto anche lui per le sue posizioni omofobe e il suo appoggio alle associazioni integraliste.

Verona e la sua provincia purtroppo si dimostrano sempre più razziste e omofobe ma ora ci si mettono anche gli “uomini di fede”(all’incontro con il Luca di Tolve c’erano anche i carabinieri, forse si temevano infiltrazioni e/o disturbi vari, anche questo è paradossale, una volta la chiesa cattolica usava lo spauracchio del peccato mortale, ora si fa difendere da carabinieri e polizia, segno che la loro fede non basta più e non è più garanzia di nulla).

Circolo Pink Verona

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Locandina incontri in Parrocchia

………………………………………………………………………………………………………………………………………………..Comunicato Stampa | Verona 6 Febbraio 2015Verona, Coppie di Fatto
In merito alle dichiarazioni e 
posizioni di Arcigay Verona e Comitato Verona Pride 2015 sulle apertura di Flavio Tosi in merito alle coppie di fatto. NOI CI DISSOCIAMO!
Il Circolo Pink GLBTQE Verona, che quest’anno compie trent’anni di attività antifascista e antirazzista per i diritti di cittadinanza di gay, lesbiche, trans e non solo, si dissocia in maniera ferma e determinata dalle posizioni espresse sia da Arcigay Verona che dal Comitato Pride Verona 2015 in merito alla notizia dell’istituzione di un’anagrafe civile per le coppie di fatto etero ed omosessuali da parte del Comune di Verona, in persona del sindaco Flavio Tosi.Non a caso il Circolo Pink ha deciso di non partecipare al Comitato organizzatore del Pride veronese, previsto per il 6 giugno p.v.; fin dalle prime riunioni sono infatti emerse chiaramente posizioni diverse e senza possibilità di mediazione soprattutto sul rapporto con le istituzioni locali, Comune, Provincia e Regione, che da sempre hanno votato e praticato ordini del giorno, risoluzioni, ordinanze e quant’altro previsto dall’armamentario istituzionale, per bloccare l’accesso alle pari opportunità previsto anche dall’Europa per le persone con diverso orientamento sessuale ed identità di genere.

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Articolo Arena di Verona 6 Febbraio 015

Circolo Pink Verona

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Comunicato Stampa | Verona 5 Febbraio 2015Flavio Tosi dice si al registro delle coppie di fatto.
Dove vuole arrivare Flavio Tosi, che sedia ha in mente di occupare?Flavio Tosi sindaco leghista di Verona condannato per propaganda razzista contro gli “Zingari” dice si al registro delle coppie di fatto, anche per persone omosessuali.
Dal Comunicato di Palazzo Barbieri “La Giunta comunale, riunitasi ieri pomeriggio, ha deciso di rilasciare, attraverso gli uffici dell’Anagrafe, un attestato per il riconoscimento delle famiglie anagrafiche unite da vincolo affettivo”Ma allora le mozioni omofobe del 1995 vanno tolte e al loro posto riconosciute tutte le raccomandazioni in fatto di pari opportunità e diritti emanate dal Parlamento Europeo. Un controsenso tutto veronese dato che su una delle mozioni del 1995 la n.336 si diceva “IMPEGNA l’amministrazione comunale a non deliberare provvedimenti che tendano a parificare i diritti elle coppie omosessuali a quelli delle famiglie “naturali” costituite da un uomo e una donna”Flavio Tosi oggi propone il registro, per le coppie di fatto ma ricordiamo che nel luglio del 2013 ha votato contro l’abrogazione delle mozioni del 1995
proposta dal centro sinistra veronese.Domande:
Come mai consente a integralisti vari come un suo consigliere Zelger di scagliarsi contro gay lesbiche e trans in Consiglio Comunale con ordini del
giorno omofobi approvati dalla sua maggioranza?
Come mai che appoggia incontri omo-transfobici nei palazzi istituzionali con il Patrocinio del Comune?
Come mai che da soldi ai gruppi integralisti cattolici veronesi?
Dove vuole arrivare Flavio Tosi, che sedia ha in mente di occupare?I suoi agganci con l’estrema destra razzista, omofoba e xenofoba veronese non sono mai stati tagliati,
allora che senso ha una mossa come questa se non in ottica pubblicitaria.Meglio un cambio di passo culturale, politico e sociale che l’approvazione di un registro per le coppie di fatto, noi non cambia nulla.Circolo Pink Verona