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La
storia del Circolo Pink.
Il
Circolo Pink nasce nel 1985
come circolo Arcigay, allo scopo di dar voce e risposta ai bisogni
delle persone omosessuali di Verona, fino ad allora rimasti inascoltati.
Fra le prime attività intraprese dal circolo c'é la
linea di Telefono Amico Gay e Lesbico, che rappresenta in quel periodo
lunica forma di ascolto, presente sul territorio, alle problematiche
legate allidentità sessuale.
Lattività del telefono amico resterà una costante
del circolo, fino ad assumere la forma attuale, allinterno
di un coordinamento inter-regionale, gestito da volontari, che promuove
anche corsi di formazione per operatori telefonici.
Lemergenza
AIDS alla fine degli anni 80 vede il circolo in
prima linea nelle campagne di informazione e prevenzione HIV, spesso
in contrasto con i ritardi e le politiche moraliste del Ministero
della Sanità di allora. Basti pensare che presso la sede
Arcigay di Verona, già nel 1986, era possibile effettuare
il test HIV in forma gratuita ed anonima, ancor prima che ciò
fosse possibile presso le strutture pubbliche.
Negli anni successivi il circolo ha svolto lavoro di prevenzione
HIV e Malattie Sessualmente Trasmissibili, anche collaborando con
le istituzioni sanitarie, regionali e cittadine.
Nel corso del 1993 e del 1994 il circolo Pink presenta due iniziative
di visibilità gay e lesbica del singolo e della coppia, con
la realizzazione di una mostra fotografica che gira lItalia.
Dal 1995 al 1998 il circolo si trova a dover rispondere politicamente
a delle mozioni antiomosessuali, votate in Consiglio Comunale, con
le quali viene ufficialmente ed esplicitamente respinta la risoluzione
del Parlamento Europeo per le pari opportunità dei gay e
delle lesbiche.
La
mozione dice: "Il Consiglio Comunale di Verona, nel rispetto
di un elementare principio naturale, impegna lamministrazione
comunale a NON deliberare provvedimenti che tendano a parificare
i diritti delle coppie omosessuali a quelli delle famiglie "naturali",
costituite da uomo e donna. Queste mozioni discriminanti e omofobe
hanno una ripercussione concreta sulla gestione dei fondi comunali
e sulle politiche messe in campo nellambito sociale e rientrano
in un più ampio "piano pro famiglia" votato dal Consiglio
Comunale ed ispirato al più delirante integralismo cattolico.
Alle mozioni fanno contorno gravi dichiarazioni di alcuni consiglieri
comunali, ad esempio i grotteschi exploits di Bertozzo della Lega
Nord: "i gay vanno fatti capponi
noi lasciamo che si sposino,
ma in cambio devono donare i loro genitali alla ricerca scientifica".
La prima protesta da parte dei membri del Circolo
Pink fu quella di bloccare il traffico di fronte al Palazzo Comunale,
per fare uscire questa notizia dalle mura della città e sensibilizzare
lopinione pubblica nazionale.
I
sette gay e lesbiche che bloccarono il traffico, uniti
anche dalle denunce prese, costituirono il comitato "Alziamo
La Testa", che in primis si fece carico di un percorso di rivendicazione
dei diritti delle persone omosessuali, a partire dalla manifestazione
del 30 Settembre 1995, che vide tutto il movimento scendere in piazza
a Verona, unito nel combattere le discriminazioni.
A tuttoggi le mozioni
antigay del Comune di Verona sono ancora effettive; il Circolo Pink
è sempre impegnato su questo fronte ed individua come priorità
del movimento g/l/b/t il far inserire nellordinamento italiano,
ai suoi vari livelli, la non discriminazione delle persone con diverso
orientamento sessuale.
Il
tema del riconoscimento dei diritti delle persone con
diverso orientamento sessuale è oggi vissuto dal circolo
come legato più in generale allaffermazione dei diritti
di tutte le minoranze (non solo sessuali, ma anche etniche, religiose,
etc.) e come lavoro di opposizione a tutte quelle forze integraliste
che propagandano la negazione di tali diritti.
Per questo al momento attuale il Circolo Pink ha iniziato una difficile
ma feconda via di collaborazione con altre realtà associative
della città, contribuendo a creare un comitato antirazzista
e antifascista che racchiude diverse esperienze e diverse provenienze,
nellottica del confronto e della rivendicazione dei medesimi
diritti.
In particolare il tema dellopposizione al razzismo e ai rigurgiti
fascisti va letto in relazione alla peculiare situazione veronese,
dove queste forze, più che altrove si manifestano con grande
evidenza ed arroganza, spesso appoggiate anche dalla stessa amministrazione
pubblica.
Il Consiglio Comunale di Verona,
negli ultimi mesi, ha finanziato veri e propri raduni di "naziskin"
sotto forma di concerti di gruppi dispirazione marcatamente
neonazista e di mostre di "editoria non conforme", eventi che propagandano
senza vergogna sentimenti di odio razziale, di intolleranza e violenza
verso ogni minoranza.
Per questo il circolo ha organizzato una grande manifestazione nazionale,
il 9 Giugno 2001, con il titolo: "LA CITTADINANZA VA SCRITTA", incentrata
sul tema della "scrittura" dei diritti delle persone di diverso
orientamento sessuale e di tutte le minoranze.
Questa manifestazione è
stata proposta e decisa cercando il dialogo con le altre realtà
associative g/l/b/t italiane, e si inseriva in un calendario di
appuntamenti italiani che comprendeva il Gay Pride milanese, lInternational
Pride di Roma e il Gay Pride di Catania.
Allinterno del panorama cittadino, il Circolo Pink ha sempre
voluto rendere nota la propria presenza in una data importante:
quella del 25 Aprile.
Per anni i festeggiamenti veronesi di questanniversario sono
rimasti appannaggio esclusivo delle forze militari; il consiglio
Comunale ha sempre negato una presenza ufficiale del circolo alle
commemorazioni.
La
risposta a questa esclusione è stata impostata
dal circolo sulla linea della promozione di una riflessione culturale,
contro lignoranza storica ed il revisionismo. Ciò è
culminato nel convegno organizzato dal circolo nel 1999 dal titolo:
"Le ragioni di un silenzio. La persecuzione degli omosessuali durante
il nazifascismo".
Allinizio del 2000, il Circolo Pink ha ottenuto unimportante
vittoria morale: lessere ammesso alle manifestazioni ufficiali
del 25 Aprile, in rappresentanza dei gay e delle lesbiche morti
nei campi di concentramento.
Dal
1997 il circolo Pink, pur continuando a rimanere in contatto
con la direzione nazionale, ha deciso di non essere più circolo
Arcigay, per seguire una strada autonoma come circolo gay e lesbico.
Al momento attuale il circolo promuove il dibattito fra tutte le
realtà g/l/b/t italiane, sia Arcigay che autonome, sulla
base di progetti comuni.
info@circolopink.it
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